Dimmi Che Non Hai Paura
Mi ami
Te lo chiedo perché
Non sento che tremi
Quando sei qui con me
Dai libera il cuore dalle mille paure e dalle cose che
Che ti hanno ferito più volte in passato io ti ho capito
Ma io voglio portarti dove non ci son nuvole
e riaccendere il sole che hai dentro di te
Dimmi che non hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No non è un'avventura per me
E non avere paura perché
più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me
Se tu mi ami
Avvicinati a me
E fammi sentire
I tuoi battiti che
Che riescono a farmi sentire importante si veramente
Io voglio fermar le tue lacrime lente
Per poi asciugarle
Sai io voglio portarti dove non ci son nuvole
e riaccendere il sole che hai dentro di te
Dimmi che no hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No no non è un'avventura per me
E non avere paura perché
Più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me
Dimmi che no hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No non è un'avventura per me
E non avere paura perché
Più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me
Fine agosto 2005, eravamo in macchina io e Teo, era la prima sera che ci vedevamo dopo le vacanze estive (passate separatamente) e a un certo punto mentre mi confidava di non sentirsi pronto per una nuova storia, causa le sofferenze patite per la sua ex, alla radio suona qsta canzone..che in fondo parla di noi, del nostro rapporto, di cosa siamo e di cosa non siamo.
Mi sono commossa e durante tutti qsti mesi l'ho conservata nel mio cuore, stasera rileggendola ho notato che in fondo è vero che non è cambiato nulla, che viviamo ancora alla giornata, che ci lasciamo molto liberi e che Matteo conserva tutte le sue paure ma..è vero anche che sono stati 10 mesi ricchi di intense emozioni, di batticuore, sorrisi e gioie.
Valeva la pena, è valsa la pena per tutto quello che ho avuto e varrà la pena finchè durerà..Lo sento nel mio cuore e sono convinta che a mancare tra noi siano solo stupide convenzioni, mentre tutto il resto, la vera parte di un rapporto a due c'è e ho intenzione di godermela finchè posso!
Oggi mi è arrivata questa mail e mi sono emozionata ricordando tutte le belle cose della mia infanzia ormai estinte, non sono una nostalgica ma forse davvero certi valori e certe piccole gioie sono andate perdute per sempre...W GLI ANNI '80!!
Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una
generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno),
quelli
che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20
o 30
volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per
l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia
'90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo
ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto
sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo
dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli
che
sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo
dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
tempo
i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante
e
con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche
sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le
abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a
fare
la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora,
vai
a rivederli adesso,
vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo
innamorate
dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather
Parisi,
cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo
una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli
per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti
accaduti
prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento
storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro
di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella
Stanza
Ovale; siamo
state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione
l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo
gridato
NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro,
abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet
sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la
generazione
che andò al cinema a vedere i film di
Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e
Nik
Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo
emozionati
con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di
zucchero
come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci
puoi
giocare"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a
forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì
Ayuara,
i Gee IJoe, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man,
Lamù,
Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big
Jim e
la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un
riso
smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la
favorita.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
della
macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni, e magari 4
biciclette in verticale sul tettino!
L'ultima generazione degli spinelli e niente più!
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo
in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di
10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con
chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né
protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con
gli
spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti,
e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno
era
grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno
si è
mai
infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,
dolby-surround, cellulari, computer e Internet, al limite il
commodore...
che per caricare un gioco ci volevano 20 minuti, però ce la spassavamo
soprattutto tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di
tutto;
bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non
imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano
inseguendole per toccar loro il sedere e le tette e giocando al gioco
della
bottiglia o a quello della verità sperando di limonare, non in una chat
dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come
bambini, come noi dell'ottanta !!!
Come si fa a capire quando si è innamorati?
L'amore non deve implorare e nemmeno pretendere,
l'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé.
Allora non è più trascinato, ma trascina."
(Hermann Hesse)
SE SCAPPI TI SPOSO..
Perchè, per quale dannato motivo più una persona cerca di sfuggirci e più la inseguiamo?? Davvero la Natura umana ci spinge in un modo assuolutamente patetico a desiderare, bramare, agognare ciò che nn possiamo avere? Io voglio bene a Matteo, lo adoro davvero ma..lui scappa e io lo inseguo senza mai riuscire a raggiungerlo. Questa in sintesi la mia situazione! Procedendo con lo stesso ragionamento sarebbe più logico e più saggio lasciarlo andare e non rincorrerlo no? cosi sarebbe lui a sentire il bisogno di venirmi a cercare, sarebbe una volta tanto lui quello che insegue me. Però è anche facile capire perchè non riesco a comportarmi in qsto modo: ho il terrore di aspettare invano che mi raggiunga e di perderlo! Hanno un bel dire gli psicologi che tutte le paure sono irrazionali..peccato che io ci faccia i conti tutti i giorni e che mi tocchi conviverci come fosse un fastidioso vicino di casa! Dopo questo propositò cercherò di analizzare la cosa più in dettaglio:
Io e Teo, conosciuti in chat, ci siamo incontrati e piaciuti subito ma era il 26 luglio, c'erano le vacanze, lui rimasto scottanto dalla brutta e sofferta chiusura di una lunga storia d' amore, io convinta di avere trovato la mia anima gemella in un ragazzo meschino ma che, tanto per nn essere ripetitivi e scontati, scappava via e mi lasciava a correre dietro le sue spalle..quale migliore situazione per una avventura estiva senza importanza, un po' di sano divertimento senza complicazioni?? Così è iniziata. Così non è oggi. Ci siamo affezionati e io molto di più, gli ho aperto..anzi, spalancato il mio cuore. Ha paura, fugge ma in fondo non dubito che mi voglia bene e che anche lui si sia affezionato a me..ma, può davvero bastare a questo a soddisfare una ragazza sentimantale e probabilmente l'ultima delle romantiche quale la sottoscritta?? Certo il sesso in una situazione del genere, dove ogni volta potrebbe essere l'ultima e entrambe le parti cercano di "accaparrarsi" il più possibile senza lasciare nessun desiderio e istinto per la volta successiva, può essere molto appagante..ma sufficiente? si..per 7 mesi si. Ho vissuto alla giornata prendendo tutto qllo che di buono arrivava, non solo dal sesso ma da ogni situazione vissuta insieme. Sono stata davvero soddisfatta, in questi mesi ho goduto della formula "senza impegno" per poter conosere Teo e decidere con calma e senza farsi prendere dall'impulsività se lui possa o meno essere il mio compagno. Ma ora che ho la risposta?? E' un po' che nn ne parliamo ma credo che lui non sia ancora disposto a fare il grande passo, a diventare il mio compagno e accettare la formula "con impegno"..ma è giusto che continui ad aspettarlo??Non lo so davvero più, credo che una parte di me si stia ribellando alla situazione e pretenda delle svolte (augorandosi possano essere in positivo) o forse è solo un momento di stanche zza in cui anche il solo vivere come ho sempre fatto mi sembri difficile e faticoso..
Ho ritrovato, almeno in parte, la mia voglia di vivere, la mia forza, il coraggio di lottare e di non chinare mai la testa e…si lo ammetto: anche un po’ di serenità!
Fa quasi paura dirlo, perché ormai non ci speravo più, ma la vita inizia a sorridermi e mi sembra di avere qualche chance in più.
Ho dei progetti, ho degli amici che mi fanno sentire meno sola, ho ritrovato il buon umore…certo questo non vuol dire che viva una favola o che la mia vita sia tutta rosa e fiori, semplicemente ho smesso di lottare contro me stessa e sto cercando di darmi una possibilità per conoscermi e chissà magari anche per diventarmi amica.
Certo ho paura, non so dove sto andando: conosco bene l’inferno e, per quanto detestabile, era un luogo familiare, sapevo come convivere col dolore e potevo persino prevedere cosa sarebbe successo nei giorni seguenti. Avendo vissuto in un circolo vizioso per anni, non c’era certo paura dell’ignoto, ogni evento era facilmente prevedibile; per quanto possa sembrare perverso, l’etichetta di “anoressica” prima e di “bulimica” poi mi davano sicurezza, mi fornivano quell’identità che da sola non riuscivo a trovare.
Ho voglia di recuperare tutto quello che ho perso in questi anni; so che dovrò ancora faticare ed impegnarmi molto per superare la mia malattia ma finalmente sto uscendo da quella realtà fittizia che mi sono costruita intorno. Per anni sono riuscita a vivere isolata in un mondo pieno di gente, a seguire regole che io stessa mi ero imposta, a decidere, infliggere ed espiare autonomamente la trasgressione a quelle norme assurde.
Per difendermi dal mondo esterno ho creato un universo destinato esclusivamente a me, dove vigeva un unico imperativo: essere perfetta!
Ho condannato ogni mia debolezza, ho lottato contro il mio essere, mi sono fatta la guerra per anni…nessuno potrà mai trattarmi con più crudeltà di quanta non ne abbia usata io stessa nei miei confronti.
Ho condannato la mia individualità, il mio essere persona, il mio lato umano inseguendo un modello di perfezione irraggiungibile…
La convinzione comune è quella che le persone che soffrono di disturbi alimentari inseguano un modello di perfezione fisica per sentirsi accettate dalla società, in realtà questa è solo la punta di un iceberg, la parte visibile di un problema molto più profondo.
Chi soffre di disturbi alimentari ricerca la perfezione a 360°, l’eccellenza assoluta. Nessun errore può essere tollerato, nessuna debolezza, nessuna sensazione fisica e nessuno stimolo fisiologico…tra cui quello della fame!
Ho perso la voglia di vivere che ero ancora una bambina e ho vissuto la mia adolescenza negandomi ogni possibilità di essere felice…ma ritrovo oggi la mia allegria e la mia gioia!
Certo ho paura, non so come riuscirà la nuova Erika a superare le difficoltà senza usare i digiuni, le abbuffate, il vomito…ma so che se la vecchia versione non poteva uscire di casa senza un rasoio con cui tagliarsi in segreto per punire i propri “errori”, la nuova Me d’ora in poi si difenderà e si vorrà bene ricercando per sé il meglio che questo mondo possa offrire senza calcolare matematicamente quanto si meriti o quanto abbia diritto a ricevere.
Ho impiegato sette anni per capire che il rispetto verso se stessi è la base per ogni relazione, per riuscire in ogni progetto e per amarsi, ma ora che ho trovato la formula per la “felicità” non ho intenzione di sprecare altro tempo e ho una gran voglia di mettermi a lavorare sodo per procedere nel mio percorso verso la guarigione e più in generale per diventare una persona completa ed equilibrata.
Il minimo che possa fare per me stessa dopo essermi sottoposta a così tante privazioni, è quello di concedermi una nuova possibilità.
Scrivo ora con la massima fiducia e profondo ottimismo, probabilmente nei prossimi mesi sarà dura mantenere la stessa positività, ma parto dall’idea che ogni “ricaduta” non sia un passo indietro nel mio percorso ma solamente una deviazione della strada verso il punto di partenza che verrà corretta più avanti!
Basta pensare a successi o fallimenti, i giudizi affrettati e categorici sulle mie azioni non rendono giustizia all’impegno e agli sforzi che sto facendo per affrontare una malattia terribile.
Se fin’ora ho lottato contro di me, ora voglio lottare per me.
Inizia oggi (anche se detto così è un po’ riduttivo, perché ho impiegato mesi per arrivare a questa consapevolezza!) una nuova fase della mia lotta al disturbo alimentare, che forse differisce da quelle precedenti solo nello stato d’animo con cui affronto le cose o nella visione che ho di me stessa, ma che sento vincente!
"UN TEMPO LA GENTE ERA CONVINTA KE QUANDO QUALCUNO MORIVA UN CORVO PORTAVA LA SUA ANIMA NELLA TERRA DEI MORTI; TALVOLTA PERO' ACCADEVANO COSE TALMENTE ORRIBILI, TRISTI E DOLOROSE KE L' ANIMA NON POTEVA RIPOSARE...SOLO A VOLTE IL CORVO RIPORTAVA INDIETRO L' ANIMA PERKE' RIMETTESSE LE COSE A POSTO..UN PALAZZO VIENE DATO ALLE FIAMME, TUTTO QUELLO CHE NE RIMANE E' CENERE, PRIMA PRNSAVO KE QUESTO VALESSE PER OGNI COSA, FAMIGLIE, AMICI, SENTIMENTI, ORA SO KE SE L'AMORE E' VERO AMORE NIENTE PUO SEPARARE DUE PERSONE FATTE PER STARE INSIEME"

Ho bisogno di un Lui, di un Uomo con la u maiuscola!
Di qualcuno che mi tenga fra le sue braccia e mi consoli, di qualcuno che mi faccia vibrare, che mi faccia sentire una donna, che mi faccia venire l'ardente desiderio di donarmi..tutta e senza condizioni.
Dove sono questi uomini??