postato da stellavellutata alle ore 03:28 mercoledì, 31 gennaio 2007

“ Ti amo senza riuscire a smettere di farlo, senza sapere come e perché.

Ti amo cosi perché non conosco altro modo.

Dove non esisti tu, non esisto nemmeno io.”

 

(Marc Levy, La prossima volta)

postato da stellavellutata alle ore 00:39 martedì, 30 gennaio 2007

Per me è "il Gianni" (e la Jessica è la corrispondente femminile!), pensavo fosse gia un nomignolo strano quello che gli ho dato io ma quando mi sono imbattuta nel sito www.grande-pene.com/nomi-pene ho scoperto che in quanto a fantasia la tradizione popolare mi batte 10 a 1!

Leggete qua e ghignate ma poi...voglio sapere come lo chiamate voi!

Riporto i dieci migliori: attizzapapere, azzittamonache, pendolino delle 7.30, più tocchi più cresce, spaventavergini, serramanico, smebrapapere, crescinmano, joystick

e ancora: albero maestro, grande capo, banana, batacchio, biscottone, caciotta, capuocchio, ernesto, estintore, fravaglio, fava, gufetto, galbanino, guerriero di porpora, vendicatore calvo, il feroce salamino, kappadue, pippillo, portaborse, pannocchia, sollazzapassere, strozzafanciulle, trapano, testa grossa, trobchetto della felicità, uallera, xxx, katanga, zucchino, zufolo..

insomma ce n'è per tutti i gusti!

 bimbo_pipi

postato da stellavellutata alle ore 22:41 sabato, 27 gennaio 2007

  Per non dimenticare…

Tempo fa vinsi un concorso letterario per gli studenti delle superiori, il tema era "commentare la poesia Se questo è un uomo di Primo Levi per la giornata in ricordo delle vittime della Shoah"; da quando scrissi queste righe che vi ripropongo qui non ho più dimenticato quella poesia che ha un posto speciale nel mio cuore e rimarrà a lungo legata nella mia mente ai terribili stermini commessi durante la persecuzione ebraica del secolo scorso.

Se questo è un uomo     

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi

 

 Come riuscire a descrivere il turbinio di pensieri, emozioni e sentimenti che nascono dalla lettura di una così pietosa implorazione a non dimenticare come ogni dignità umana sia stata a lungo ignorata da altri uomini tanto crudeli e spietati? A lungo ho cercato le parole che meglio descrivessero il mio stato d'animo, scavando nell'anima e cercando di razionalizzare lo sdegno e la paura per ciò che è stato e per ciò che potrebbe tornare ad essere se osassimo non "scolpire nel cuore le parole comandate" da Levi; ma credo che chiunque legga con attenzione i versi di "Se questo è un uomo" possa comprendere la mia angoscia. Come il poeta suggerisce, noi viviamo sicuri in confortevoli abitazioni: case riscaldate non solo dal fuoco ma anche dall'affetto di coloro che amiamo e che rendono sicuro ogni nostro passo dandoci la forza per superare le avversità, gli stessi che ci sostengono, ci rassicurano, ci sono d'esempio, coloro a cui più amore diamo e più ne riceviamo. Consapevole di ciò, è davvero terribile immaginare con il poeta, insieme agli altri milioni di ebrei sacrificati durante la Seconda Guerra Mondiale, sia stato costretto a sopportare una cosi devastante esperienza, senza poter confidare le proprie paure a coloro che amava e vivendo nel terrore che ai propri cari fosse toccato lo stesso orrendo destino. Una sorte spietata, che per molti non lasciava posto a speranze e sogni, che ha trasformato parole comuni come "cibo","riposo", "affetto" e perfino "pace" in utopie e che ha riempito le giornate di orrore, di fango, di freddo, di stenti, di malattie e di vuoto. Ammirevole è il coraggio con cui molti sono riusciti a sopravvivere a questa disperata situazione, la forza che ha permesso loro di superare ogni avversità, la voglia di vivere e l'amore che li ha spinti a sopravvivere alla lotta contro la sete di sangue che li aveva sottomessi e schiavizzati. Ed è proprio dalla grande dalla forza morale dell' autore e dal suo tono imperativo che dobbiamo prendere esempio; un esempio che forse non potrà cambiare radicalmente il nostro modo di vedere il mondo, ma sicuramente ci aiuterà a scavare più a fondo nel vero significato della vita e a superare ogni convenzione impostaci. Ciò che intendo non è tanto comprendere l'importanza del rispetto della dignità umana, quanto piuttosto fare nostro tale principio e applicarlo ad ogni nostra azione, renderlo una fonte ispiratrice ed esaltarlo tramite la comprensione e la tolleranza che tante piccole faccende quotidiane ci richiedono. Spesso noi giovani dimentichiamo quale enorme potere abbiano la comprensione ed il rispetto e quali grandi opportunità ci porti l'essere sempre pronti a prestarci per allevviare le sofferenze altrui; altre volte, più semplicemente, impieghiamo molto tempo a scoprire l'importanza delle nostre esistenze e, per eccesso di sfiducia o per chissà quale altro motivo, riunciamo a cercarne lo scopo. Le parole di chi in circostanze terribili non ha mai abbandonato la speranza possono aiutare i piu sensibili tra noi. Personalmente credo che l'intenzione di Levi nello scrivere questi versi che delineano un uomo oggetto, sottomesso ad ogni vessazione fisica e morale, spogliato di ogni dignità, umiliato e privato di giustizia, sia stata si quella di inorridirci, ma soprattutto quella di stimolarci a riflettere su qualcosa di più profondo: la gioia della Pace che nasce solo dal rispetto per la vita stessa. Descrivendo cosi attentamente la propria esperienza e concludendo la poesia con un severo e solenne ammonimento, inoltre, l'autore ci supplica di rendergli giustizia, senza vendette, ma conservando tra i nostri pensieri il travaglio della sua vita, testimonianza della crudeltà cui lo stesso Uomo può dar vita lasciandosi trasportare dagli istinti più meschini.

 

 the_final_solution_28 

 

 

 

postato da stellavellutata alle ore 00:30 venerdì, 26 gennaio 2007

80009aa

GRAZIE MILLE A TUTTI, ANCHE SE AMMETTO CHE ULTIMAMENTE STO UN PO' TRASCURANDO IL MIO BLOG...MI RIFARO'!

Permalink ¦commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :
postato da stellavellutata alle ore 22:23 mercoledì, 24 gennaio 2007

c4d6220a7f8e5ba201a12d2a335711b5
postato da stellavellutata alle ore 16:56 venerdì, 19 gennaio 2007

Tu illumini colline,

agiti oceani,

riempi le vallate di canti gioiosi,

rischiari i cieli,

spalanchi pesanti portoni

e spingi i gabbiani a librarsi

in volo.

E se anche non facessi

nulla di tutto questo,

mi basterebbe

il respiro che poggi sulla mia guancia

in questa fredda notte

per amarti.

 

_2227772

postato da stellavellutata alle ore 19:11 domenica, 14 gennaio 2007

Di belle parole ne è pieno il mondo, di fatti appena una pozzanghera!

Il mondo è pieno anche di delusioni, di inculate per essere un po' meno fine. Mai come nell'ultimo periodo ho capito che l'opinione che si ha di una persona e l'importanza che le si dà debba essere basata su ciò che questa fa e non su ciò che dice. Bella scoperta obbietterà qualcuno! Beh sarà anche stato banale ma io davvero l'ho capito solo ora, davvero mi sono ripresa solo ora dalla mia eterna ingenuità e ho capito che spesso le persone non dicono ciò che realmente provano o hanno intenzione di fare. Certo c'è anche il lato positivo: spesso è anche vero il contrario, che chi non si sbilancia con le parole lo sa fare bene coi fatti. Ho ridefinito i due gruppi "posso contare su" e "non posso contare su": esiguo e scarno il primo, affollatissimo il secondo.

Esserci solo quando le cose sono belle e c'è da divertirsi, esserci solo se cercati (e spesso rincorsi), scomparire nella nebbia padana quando si ha bisogno di qualcuno e meravigliarsi se la persona non si è confidata con te, se non ti ha cercata per dirti che aveva dei problemi. Ecco una serie di comportamenti di cui sono stufa e che non ho piu intenzione di accettare. Questo non vuole nemmeno dire che cercherò di parlarne con gli interessati e chiarire come mi abbiano deluso certi comportamenti, perchè non c'è peggior fatica (e inutile cosa) che parlare a chi non vuol sentire! Se le loro parole valgono quanto l'aria fritta, quanto dovrebbero valere le loro giustificazioni? Se quello che dicono è più mutevole della luna, quanto può essere attendibile la loro parola? Non mi va più di sprecare energie per chi non ha voglia di fare altrettanto. La reciprocità è alla base di ogni rapporto, quelli di amicizia non sono certo esclusi e, se la cosa non vi va bene o vi sembra che sia troppo impegnativa per voi, ARIA, SCIO', CIRCOLARE, FATE SPAZIO E ANDATE A... CERCARE QUALCUN'ALTRO!

Dei "Tvtb", "tengo a te", "sei importante per me" e "siamo amici/amiche" non me ne faccio proprio più nulla; fatti gente, io voglio i fatti ora!

postato da stellavellutata alle ore 12:37 giovedì, 11 gennaio 2007

Morire per nulla

re215yydX_20061215

La morte è sempre ingiusta: una vita che finisce viene a mettere fine a sogni e speranze e reca sempre troppo dolore a chi resta. Ma ci sono morti più ingiuste di altre: chi la perde per salvare altre persone, chi viene assassinato, chi si ritrova a essere sconfitto da un male incurabile e improvviso, chi, per una triste fatalità, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ci sono morti ancora più ingiuste: quella dei bambini. E se il bambino in questione viene brutalmente assassinato da una donna che non sopportava il suo pianto, allora diventa davvero impossibile capire e improponibile perdonare.

"Avevo mal di testa" la causa per la morte di Youssef Marzouk, un bimbo di soli 2 anni sgozzato come un animale da macello. Con lui: la sua mamma Raffaella, probabilmente incinta, la nonna Paola e una vicina Valeria; tutti morti per una bega di cortile sotto colpi di spranga e coltellate inferte da una coppia che Erba definisce "tranquilla, brava gente". Due brave persone che dopo aver compiuto una strage sono andati a mangiare in un Mc Donald's di Como e hanno fornito agli inquirenti lo scontrino nel tentativo di fornire un alibi credibile.

Che dire di fronte a tanta violanza gratuita? Credo che ogni commento sarebbe banale e sicuramente non allevierebbe la pena di quel padre di famiglia che, in un giorno come tanti, ha dovuto riconoscere le salme dei suoi cari periti in una vera e propria mattanza.

Davvero si possono ammazzare 4 esseri umani senza provare rimorso? Davvero si può guardare negli occhi un bambino innocente e sgozzarlo con un coltello della propria cucina? E poi fingere di essere dispiaciuti per la nera sorte dei loro vicini di casa di fronte ai giornalisti e dormire tranquilli.

Sono amareggiata, triste, arrabbiata. Schifata.

00339d1d86df994e75e452fa64d9a1c8

postato da stellavellutata alle ore 23:00 giovedì, 04 gennaio 2007

La maledetta lista!

Parlando con un' amica ieri mi sono accorta di avere un rimpianto, uno di quelli belli grossi. Forse chiamarlo rimpianto non  è nemmeno la parola giusta, sarebbe meglio dire: mancanza o vuoto. Ho 22 e non mi sono mai sentita dire "Ti amo"! Lo so lo so che non è una tragedia e che sono giovane etc etc ma..per me è una mancanza seria, voglio dire se in tutti questi anni fossi stata una suora di clausura sarebbe normale non avere ancora trovato uno che provasse questo profondo affetto per me, ma ho avuto qualche storia. Matteo mi vuole bene e lo ha dimostrato parecchie volte in questi 17 mesi ma..mancano quelle due paroline. Lo so che le dimostrazioni valgono più di mille parole e che dovei ritenermi molto fortunata per tutto quello che fa e ha fatto per me e per come mi fa sentire quando stiamo insieme ma..mancano quelle due paroline. Non sono nemmeno una che crede nelle proforme, insomma non abbiamo una data e non "siamo fidanzati", non credo nel matrimonio perchè penso che l'amore non abbia bisogno di contratti ma..mancano quelle due paroline. E la cosa più triste e più difficile da spiegare non è che mi manchi sentirmi amata, perchè stando con lui, con tutti i nostri alti e bassi, mi sento appagata, felice, soddisfatta ma mi..MANCANO QUELLE DUE PAROLINE!

Beh il discorso termina qui, voglio dire non c'è molto da fare e da dire su questa cosa o almeno non da parte mia. L'unica cosa che possa fare io, ma anche qui giusto come gesto scaramantico, è aggiungere una voce alla mia lista dei buoni propositi per il 2007..

 

  • Impegnarmi di più con lo studio
  • Essere meno aggressiva
  • Fare addominali e più esercizio fisico
  • Imparare a fare una attività nuova
  • Migliorare e approfondire l’amicizia con Anto e Robi
  • Recuperare un rapporto d’amicizia perso
  • Farmi usare meno da mai sorella
  • Ridere di più
  • Visitare una città, un paese o un posto mai visto prima
  • Sentirmi dire “Ti amo” almeno una volta

 

I-Love-You

postato da stellavellutata alle ore 14:04 mercoledì, 03 gennaio 2007

Buon 2007

Permalink ¦commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria :