postato da stellavellutata alle ore 20:39 sabato, 29 settembre 2007

L'anoressia su un manifesto..

Invade le nostre città "No anorexia" la nuova campagna di Nolita, realizzata dal fotografo milanese Oliviero Toscani.

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Reazioni e commenti positivi dal ministro della Salute Livia Turco, dagli stilisti Giorgio Armani e Dolce&Gabbana; una feroce critica invece da Fabiola De Clercq, presidente dell' Aba, associazione per lo studio e la ricerca sull' anoressia, la bulimia e l'obesità, preoccupata dal fatto che tali immagini potrebbero suscitare fenomeni di emulazione nelle ragazzine affatte da diturbi alimentari. Insomma hanno dato la propria opinione in parecchi..tanta gente che con le abbuffate, i digiuni e il dolore che comporta avere un disturbo di questo tipo non ha proprio nulla a che fare! Come spesso accade si è sfiorato il problema (non voglio credere che il tutto sia nato solo per fare pubblicità alla casa di moda), si è messa in evidenza la questione ma non si è andati oltre. Come spesso accade in tv e suoi giornali, nessuno ha chiesto il parere di chi convive con un disturbo dell' alimentazione, si sono limitati a sbattere in faccia l'immagine nuda e cruda del problema a chi il problema lo vive, a chi lo ha superato e alle loro famiglie. Le conseguenze? Come sempre nessuno se ne preoccuperà.

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In questo mio spazio, io provo a dare la mia:

Non so quanto il messaggio possa essere recepito e capito da chi è malata, da chi ha un dca, ma di sicuro può servire a chi considera questa MALATTIA una sciocchezza, un capriccio, un modo per attirare l'attenzione. Si parla di questa malattia solo da pochi anni (anche se la stessa Santa Caterina, santificata proprio per il suo digiuno, era anoressica secondo gli storici) e l'ignoranza rimane tanta. Le persone che sottovalutano i sintomi sono ancora tante. Lo stesso messaggio pubblicitario riportato sopra è poco esatto, si parla di "anoressia", ma sarebbe piu corretto parlare di "disturbi alimentari" (o DCA), negli ultimi anni infatti anoressia e bulimia vengono considerate due facce della stessa medaglia, due aspetti della stessa malattia. La fase di anoressia e quella di bulimia si alternano. Secondo le stime la bulimia è addirittura piu diffusa dell' anoressia ma è molto piu facile nascondersi visto che il peso corporeo resta nella norma e porta un carico di vergogna maggiore che spinge chi ne soffre a restare nell'ombra e a non chiedere aiuto per il proprio problema. Cmq dicevo che questo messaggio potrebbe essere utile per far conoscere questa malattia, per aiutare la gente comune a comprendere che i DCA rientrano nei disturbi psichiatrici al pari di schizofrenia, disturbi dell'umore, etc etc. (molto vera la frase di Dolce&Gabbana)..per quanto riguarda l'Aba non commento, ho avuto una bruttissima esperienza con questa associazione che per me rimane quanto di più lontano dall'aiutare chi soffre di DCA si possa concepire. Ma è la mia esperienza sono sicura che molte altre ragazze porterebbero esperienze positive. Non è la mancanza di volontà a non far uscire le anoressiche dalla loro malattia (anche perchè di volontà ne hanno da vendere, basta pensare a come continuino a digiunare nonostante i problemi fisici che si accumulano, il vedere la propria famiglia sfasciarsi, i crampi per la fame, l'infelicità che la vita da anoressica porta, la preoccupazioni di amici e fidanzati, le limitazioni quotidiane etc etc) il vero problema è il pensiero distorto: inseguire la perfezione e avere pieno controllo sul proprio corpo. E' questo che va cambiato, la "filosofia" alla base della malattia e può farlo solo un bravo terapeuta..per questo dubito che il messaggio pubblicitario, come qualsiasi frase un estraneo (o ahimè anche una persona vicina) possa dire, serva. Ma come dicevo, può servire a sensibilizzare la gente e a far conoscere una malattia ancora pressochè sconosciuta.Qualche giorno fa sono andata a fare un esame in Bicocca a Milano e..mi sono trovata due di questi enormi cartelli davanti alla faccia! A "caldo", dopo essermeli trovata davanti, devo dire che la pubblicità mi fa lo stesso effetto dei blog pro-ana: non dico di voler dimenticare un periodo tanto brutto quanto importante della mia vita ma..trovarsi quel cartello davanti inevitabilmente riporta i pensieri su immagini e sentimenti tristi e penosi e di prima mattina non è il massimo. Spero che almeno serva ad altri, a chi ha bisogno di conoscere certe cose per smettere di condannarle e giudicarle.


postato da stellavellutata alle ore 14:16 sabato, 29 settembre 2007

Femminismo no, pari opportunità si!

L' Udi, unione donne in Italia, ha lanciato un' interessantissima campagna: "50 e 50 ovunque si decide", per ottenere la parità numerica di donne e uomini in politica e nelle istituzioni, come previsto dall'articolo 51 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge). Ma oggi, lo sanno in pochi, basta pagare una multa e anche una lista di soli uomini viene accettata, contro questo si muove l'Udi che si è impegnata a raccogliere 50.000 firme entro il 30 novembre per far in modo che le liste che non rispettano la parità vengano respinte.

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Le donne in Italia costituiscono il 55% della popolazione, ma in Parlamento sono solo il 16%. ZERO donne ricoprono incarichi diplomatici e ZERO donne sono dirigenti di prima fascia al Ministero dell' Interno. Se la politica riflette la vita e i parlamentari rappresentano i cittadini, perchè questa penuria di donne nella stanza dei bottoni? Lo scopo della campagna 50e50 non è riportare in vita il vecchio e sepolto femminismo, quanto piuttosto un tentativo di creare una vera e propria Democrazia, che sia paritaria e nella quale conviva il punto di vista delle donne e degli uomini per un approccio piu completo ai problemi della vita. "Le quote rosa hanno in sè qualcosa che infastidisce perchè rimandano all'idea che le donne siano una minoranza da tutelare. Dobbiamo uscire da questa posizione e batterci per una democrazia paritaria per ottenere che sia messo finalmente in pratica l'art. 51 della nostra Costituzione" commenta Pina Nuzzo, responsabile nazionale dell' Udi.  

Per sostenere la campagna e sapere dove firmare: www.udinazionale.org www.50e50.it o 066865884 (Udi nazionale).

50e50