L'anoressia su un manifesto..
Invade le nostre città "No anorexia" la nuova campagna di Nolita, realizzata dal fotografo milanese Oliviero Toscani.

Reazioni e commenti positivi dal ministro della Salute Livia Turco, dagli stilisti Giorgio Armani e Dolce&Gabbana; una feroce critica invece da Fabiola De Clercq, presidente dell' Aba, associazione per lo studio e la ricerca sull' anoressia, la bulimia e l'obesità, preoccupata dal fatto che tali immagini potrebbero suscitare fenomeni di emulazione nelle ragazzine affatte da diturbi alimentari. Insomma hanno dato la propria opinione in parecchi..tanta gente che con le abbuffate, i digiuni e il dolore che comporta avere un disturbo di questo tipo non ha proprio nulla a che fare! Come spesso accade si è sfiorato il problema (non voglio credere che il tutto sia nato solo per fare pubblicità alla casa di moda), si è messa in evidenza la questione ma non si è andati oltre. Come spesso accade in tv e suoi giornali, nessuno ha chiesto il parere di chi convive con un disturbo dell' alimentazione, si sono limitati a sbattere in faccia l'immagine nuda e cruda del problema a chi il problema lo vive, a chi lo ha superato e alle loro famiglie. Le conseguenze? Come sempre nessuno se ne preoccuperà.

In questo mio spazio, io provo a dare la mia:
Femminismo no, pari opportunità si!
L' Udi, unione donne in Italia, ha lanciato un' interessantissima campagna: "50 e 50 ovunque si decide", per ottenere la parità numerica di donne e uomini in politica e nelle istituzioni, come previsto dall'articolo 51 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge). Ma oggi, lo sanno in pochi, basta pagare una multa e anche una lista di soli uomini viene accettata, contro questo si muove l'Udi che si è impegnata a raccogliere 50.000 firme entro il 30 novembre per far in modo che le liste che non rispettano la parità vengano respinte.

Le donne in Italia costituiscono il 55% della popolazione, ma in Parlamento sono solo il 16%. ZERO donne ricoprono incarichi diplomatici e ZERO donne sono dirigenti di prima fascia al Ministero dell' Interno. Se la politica riflette la vita e i parlamentari rappresentano i cittadini, perchè questa penuria di donne nella stanza dei bottoni? Lo scopo della campagna 50e50 non è riportare in vita il vecchio e sepolto femminismo, quanto piuttosto un tentativo di creare una vera e propria Democrazia, che sia paritaria e nella quale conviva il punto di vista delle donne e degli uomini per un approccio piu completo ai problemi della vita. "Le quote rosa hanno in sè qualcosa che infastidisce perchè rimandano all'idea che le donne siano una minoranza da tutelare. Dobbiamo uscire da questa posizione e batterci per una democrazia paritaria per ottenere che sia messo finalmente in pratica l'art. 51 della nostra Costituzione" commenta Pina Nuzzo, responsabile nazionale dell' Udi.
Per sostenere la campagna e sapere dove firmare: www.udinazionale.org www.50e50.it o 066865884 (Udi nazionale).
