Un senso di vuoto, una voragine al posto delle proprie viscere, al posto di un corpo prima cosi familiare e ora cosi sconosciuto. Un ventre vuoto. Dove c'eri tu ora non c'è nulla. Così piccolo eppure già cosi attaccato alla vita, a quella vita che non ti verrà mai concessa. Avrai sofferto? Avrai lottato con tutta la tua forza per restare aggrappato a quella vita che ti si voltava contro? Cosi piccolo, lasci un vuoto enorme. Alcuni, di sicuro chi ti aveva generato e che tu non chiamerai mai mamma e papà, sognavano già una boccuccia di rosa, vagiti e teneri piccoli piedini da racchiudere in minute scarpine azzurre. O rosa? Chi saresti diventato, o diventata? Un barbiere, un impiegato di banca, un missionario, un avvocato? E cosa sei ora? Dove sei ora? Vorrei poter pensare a te come un angelo,con l'aureola etc ma la verità è che la vita non è una favola, molto spesso non c'è lieto fine, la vita non fa sconti e quando meno te lo aspetti colpisce e tradisce. Ma tu lo hai scoperto ben prima di me..

Giù le mani dalla 194!
Ancora una volta si torna a parlare della legge 194, una legge creata per la tutela della maternità e dell'interruzione volontaria gravidanza. Una legge importante, su cui, come è normale, ci sono molte opinioni e per lo piu in contrasto tra loro. Il direttore de 'Il Foglio', Giuliano Ferrara, ha riaperto il dibattito su questa legge avviando una campagna a sostegno di una moratoria sull' aborto e Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, ha deciso di abbassare di 11 giorni il termine ultimo previsto per le interruzioni di gravidanza terapeutiche. La giunta Regionale ha cosi stabilito che non si potranno effettuare interruzioni di gravidanza oltre le 22 settimane e 3 giorni, mentre prima era possibile fino alla 24esima settimana. Formigoni spiega cosi la sua decisione: "le attuali evidenze scientifiche indicano che a 23 settimane di età gestazionale è possibile la vita autonoma del neonato".

Queste 'evidenze scientifiche' sono già note da tempo in realtà, come si sa che a partire dal secondo trimestre di gravidanza (oltre le 12 settimane dunque) tutti i sensi umani sono funzionanti: il feto può vedere (errata è la credenza secondo cui nemmeno nei primi giorni dopo la nascita il bambino sarebbe in grado di vedere!), udire, rispondere al caldo e al freddo, al dolore e reagire a stimoli cinestetici e vestibolari (connessi al suo equilibrio). Dal quarto mese (16 settimane) il feto è inoltre in grado di sentire dolore. Tutti questi fatti sono dimostrati e vanno a sostegno delle tesi degli anti-abortisti.

Questi d'altronde non sono gli unici fatti da considerare quando si è chiamati a prendere una decisione sull'argomento: la legge n.194, entrata in vigore il 22 maggio 1978, è già stata sottoposta a un referendum popolare voluto dall' allora Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale nel 1981 e, con il 68% di voti a favore, il popolo ha deciso di mantenere in vigore questa legge che riconosce a ogni donna il diritto di poter scegliere se mettere al mondo o meno il proprio bambino. Quindi gli italiani hanno già detto SI all'aborto e credo che la volontà dei cittadini vada tenuta nella massima considerazione, in fondo il compito di chi legifera è quello di rappresentare il nostro popolo e non di scavalcare la massa per mettere in atto ciò che egli stesso desidera intimamente!
Va inoltre ricordato che l'aborto indotto non nasce nel 1978 con la promulgazione della 194: questa pratica affonda le sue radici, come evidenze di carattere storico ci riportano, nell' era antica. Le donne hanno sempre abortito, l'unica differenza era che di aborto non si parlava e che le interruzioni di gravidanza avvenivano in maniera clandestina con tutti i rischi e le drammatihe conseguenze che ciò portava. Mettersi in mano al macellaio di turno o fare da sè usando un ferro da calza (le nostre nonne insegnano..) voleva dire andare in contro a setticemia e morte. Abortire nella massima sicurezza vuol dire salvare la vita a chi ha gia deciso di non diventare madre, in un modo o nell'altro.

E' indubbio che l'aborto, dal punto di vista psicologico, sia un' esperienza devastante per una donna che si trova sovente schiacciata dai sensi di colpa e dal dolore. Un aborto lascia dietro di sè cicatrici profonde..e non solo fisiche. Ma non va dimenticato che solo una donna che aspetta un figlio è in grado, ha il diritto ed è nella posizione di decidere se portare a termine la gravidanza. E' l'unica in grado di valutare se sussistono “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”, come recita la legge 194.

Non sarebbe poi più logico andare a monte del problema? Evitare cioè che una donna si trovi nella condizione di dover affrontare una maternità indesiderata? Intensificare le campagne di educazione alla contraccezione mi sembra un modo concettualmente più corretto per affrontare il problema che darebbe dei riscontri anche a livello pratico, evitando anche che una donna debba ritrovarsi quelle indelebili cicatrici nell' anima di cui si è detto sopra.