" Non sono un animale molto sociale ed abituato a lasciare commenti, ma leggere quel che hai scritto nel tuo blog mi ha fatto molto piacere.
Davvero molto. Mi ha fatto sentire meno sola, meno malata, meno strana e forse meno scema.
Sono anoressica da 14 anni. Da quando non andava di moda, intendo. Sono invecchiata all'interno di una malattia che mi ha bruciato gli anni migliori, devastato il corpo e, poco ma sicuro, qualcosa di fondamentale. Solo negli ultimi tre anni ho cominciato ad avere una quotidianità leggermente migliore, forzandomi di venire a patti prima con la vita e poi con la bilancia. Ma la memoria di tutto quello che ho alle spalle (per colpa mia, beninteso) è abbastanza viva da ricordarmi cosa sia prima di tutto l'anoressia: vergogna e silenzio. Mi spiace, ma io non credo molti di questi spazi siano autentici. Non lo credo perché cento stupidi grammi sulla bilancia mi impedivano persino di uscire di casa, impegnata com'ero a piangerci su come un vitello. Mai e poi mai avrei avuto la voglia di scriverlo in pubblico, come mai e poi mai avrei diviso le mie tecniche. Ho avuto lo scorbuto, ho perso quasi tutti i capelli e quasi ammazzato mia sorella, in una stupida guerra di emulazione. L'anoressia è questo: non una combriccola di folli invasate solo di pubblico. Non ho mai chiamato per nome la mia malattia, men che mai con un nomignolo affettuoso: e mi sono sempre sentita una persona. Abbastanza da non cercare club esclusivi a cui rivendicare la mia appartenenza nel mondo.
Perciò ti ringrazio tanto per la tua opinione, che condivido appieno. Un anno fa, per aver scritto le stesse cose, curiosamente, ho ricevuto un divertente linciaggio :P (per digiunare come dicono, insomma, ne hanno di energia!)
Sara"
Questo commento, lasciatomi al post precedente, mi ha fatta sorridere seppur non parlasse di cose piacevoli o allegre. Mi ci sono ritrovata, come leggere le parole di qualcuno vicinissimo a me e mi ha fatta sentire meno sola, protetta, una mano sulla spalla quando stavo per darmi dell'idiota viste alcune risposte al post sui blog pro ana che fioriscono in splinder. Non sono sola e non lo devo mai dimenticare, non lo ero in ospedale e non lo sono ora. Leggendo le parole di Sara, che con tanta semplicità ha raccontato i suoi anni bui mi ha fatto venire voglia di tornare sui miei di anni bui che per paura, timore, vergogna o che so io, ho sempre e solo accennato qui.
Anoressia e Bulimia, due semplici parole fino a qualche anno fa. Due incubi meno anni fa. Due ricordi dolorosi e due paure di ricadere oggi. Ricordo ancora in modo stranamente vivido la prima volta che mi sono vista grassa, a 13 davanti allo specchio con un pigiama bianco e azzurro, l'ho detto a mia mamma che (in preda al suo disturbo ossessivo compulsivo, ma questo si è saputo solo anni dopo) ha risposto "si lo sei!". Pesavo 56 Kg ed ero normopeso, l'unico peso che figurerà in tutta la mia storia perchè questa non è una storia fatta di numeri e non devo dimostrare quanto sono arriva su o quanto sono arrivata giu (e per lo stesso motivo non metterò quello che mangiavo o quello che sono arrivata a fare) ma è una storia di dolore, puro e semplice dolore.
Il mio disturbo esordisce presto come anoressia, caratterizzata da sottopeso e amenorrea e dopo tre anni di anoressia pura (senza abbuffate o condotte di autoeliminazione) arriva il rovescio della medaglia: la bulimia. Tipiche complicanze della bulimia: l'autolesionismo e la depressione. Come ogni altra ragazza affetta da DCA (storie tutte uguali eppure diverse tra loro) ero bravissima a nascondere il tutto da chiunque: potevo avere fino a 6 crisi bulimiche al giorno eppure andavo a scuola regolarmente, avevo ottimi voti, ero un'amica, una figlia, una sorella, una nipote, una compagna di classe eccellente. Perfetta avrebbero detto, maledettamente sbagliata avrei detto io. Ricordo un pensiero ricorrente: non sono umana. Per istinto anche i neonati si alimentano in modo corretto e io, non solo non ero in grado di farlo, ma mi autoprovocavo il vomito..nulla di umano pensavo! Tutto si è complicato poi e quello che prima era la mia unica fonte di sicurezza, "se controllo il cibo avrò il controllo di tutto" o "sono solo io a decidere se, dove e quando" e ancora "io sono quello che ho scelto di essere" (eh gia ricordano tanto le regole dei siti pro ana!), è diventato un incubo. Io ero in balia del cibo, delle mie ossessioni, delle mie debolezze. Anche il mio corpo si ribellava a me: vomitavo solo sangue mai cibo, il mio stomaco era devastato, la pelle un deserto, i capelli cadevano, la stanchezza insostenibile, mani sempre ferite e ho cambiato persino la voce (non canto piu davanti a nessuno ora!). Nel 2002 ho passato l'estate lontana da casa, con i miei zii a cui sono molto affezionata e lontano dalla mia problematica famiglia e vicina a chi non aveva paura a dirmi "che ero intelligente e carina”.Tornata a casa ho affrontato le mie paure e poi i miei comunicando loro che avevo deciso di farmi curare per i miei disturbi alimentari. Mio padre, senza guardarmi negli occhi, ha avuto solo tre parole per me: “sei una delusione”. Credo che queste e altre sue frasi da manuale rimarranno sempre marchiate a fuoco nella mia anima!
E cosi sono approdata a Ville Turro (Milano - San Raffaele) e sono stata affidata al mio primo psichiatra, un incompetente sotto la cui brillante guida durata 1anno non ho fatto che peggiorare. Anche il primo day hospital con lui è stato un completo disastro. Ad ogni modo mi sono diplomata e subito dopo la maturità ho deciso di abbandonare tutto perché..”io posso uscirne da sola!” (Credo che siano più le volte che me lo sono detta dopo una ricaduta dei capelli che ho in testa!) Beh ho passato poco più di un anno peggiorando e peggiorando, mi trascinavo da una condotta autodistruttiva all’altra senza sapere nemmeno più io cosa fare. Ma io volevo morire, io non volevo esistere. La depressione a quei tempi era al culmine, qualcuno dopo mi ha detto che era un miracolo che riuscissi ad andare anche solo al lavoro, mi vedevo morta in ogni angolo, non parlavo più e non faceva che passare le mie giornate a piangere ovunque fossi e con chi fossi. Non so cosa mi abbia spinta a tornare alle Ville Turro a chiedere di un nuovo specialista ma l’ho fatto fortunatamente e a marzo 2004 ha iniziato a seguirmi una nuova psichiatra che, con più competenza del primo, mi ha indirizzata da una psicoterapeuta e mi ha dato una terapia farmacologica per la depressione. Dopo pochi mesi un nuovo day hospital, di dieci settimane dove ho fatto gruppo con quelle che volevano davvero uscire questa volta e non con quelle che organizzavano abbuffata party o che si scambiavano dritte per vomitare meglio o metodi per tagliarsi e sentire più dolore. Certo detto cosi sembra una passeggiata eppure in questi mesi c’è stata ogni sorta di ricaduta e perfino un TS (tentato suicidio) finito con una bella lavanda gastrica. Ma come amo dire io: con le unghie e con i denti si può uscirne, se ne deve uscire, l’alternativa non è certo restare anoressica o bulimica per sempre, perché ci pensa la Natura a mettere fine a certe cose e di fini nei vari anni ne ho viste parecchie: ho visto quella che alla prima libera uscita dal ricovero ha raggiunto la cima del palazzo che guardava sempre dalla sua camera e si è suicidata, ho visto quella finita su una sedia a rotelle per l’osteoporosi e..ma insomma le vediamo tutti anche in tv no??
Non ho crisi bulimiche da un anno, mangio sentendo il senso di fame e sazietà e scelgo i cibi in base alla voglia..purtroppo con l’autolesionismo non è cosi semplice, l’ultima caduta è piu recente e non farlo è ancora un “resistere alla tentazione” e non mi viene naturale, sono ancora sotto farmaci e per questi motivi sono ancora seguita dalla psichiatara e faccio ancora (e credo che la farò a lungo) psicoterapia. Ma, ho vinto e vinco ogni giorno. Ogni giorno sono più felice e piu consapevole di me, di Erika e della sua storia. Ogni giorno è una nuova scoperta di me. La mia più grande soddisfazione? Ho abbandonato il lavoro terribile e odioso che facevo per inerzia dopo il diploma e mi sono iscritta in università, mettendomi in gioco e rischiando di non farcela..beh non sarò la miglior studentessa del mio corso (d’altronde non mi interessa più essere perfetta) ma me la sto cavando bene. Quella fragile ragazzina che si nascondeva sotto maglioni extra large e che si sentiva sicura solo contando le penne di pasta che mangiava e calcolando le calorie di ogni pasto arrotondando per eccesso ora è molto più simile a una normale ragazza della sua età di quanto non lo sia mai stata e..è tanto felice di essere “uguale” a tante!
Sui motivi per cui sono potuta cadere cosi e per cui ho potuto soffrire come ho sofferto ancora non ho le idee chiare, probabilmente un insieme di fattori: una madre con un DOC violenta, oppressiva e perfezionista; un padre con mille amanti e una solo fissa per dieci anni che non ha mai fatto mistero di quanto non ci avesse volute e cercate (me e mia sorella) e che alternava indifferenza a frasi molto gentili per noi (l‘ultima: sei stata solo una scopata venuta male, risale a un anno fa!) a momenti in cui era (ed è) affettuoso, le molestie sessuali subite da piccina, il malessere di mia sorella o altro. Ma in fondo non mi interessa perché quello che sono stata è quello che mi ha portata ad essere quella che sono oggi..questa frase non è mia ma di un amico molto molto comprensivo. (Grazie R.)
Un esempio che ciò che dico non è fantascienza??Il blog www.anadreamsana.splinder.com ha appena aperto e l'autrice dice in uno dei primi post: "Oggi sono salita sulla bilancia, non ho perso niente... capito?? NIENTE! MA COME CAZZO E' POSSIBILE??????? Chiedendo aiuto a hhoogers, mi ha inviato dei suggerimenti tramite Mail. Le inizierò da oggi stesso. Speriamo funzionino bene... MOLTO bene!"...
Io non commento piu, visti gli insulti ricevuti!
Avete presente quando pensate o parlate di qualcosa e, senza nessun motivo, apparente quel qualcosa vi capita continuamente davanti nei giorni seguenti? Beh, girovagando per i vari blog sono capitata su un sito "pro-Ana" e da qualche giorno fanno continuamente capolino blog del genere sul mio video. "Ana" è l'affettuoso nomignolo con cui certe ragazze chiamano l' Anoressia, come se fosse una cara amica che viene osannata e continuamente portata ad esempio. In questi blog campeggiano immagini di modelle emaciate, foto di gente china su water e bilance a non finire; anche i nomi sono vari e dal "sottile" riferimento alla magrezza: da leggerissima a Volare non fa rima con mangiare, le autrici di questi blog si sbizzarriscono in fantasia. Oltre alle varie lodi ad Ana, queste ragazze riportano con disciplina peso e pasti giornalieri, insultandosi per ogni debolezza di gola e per ogni etto in su.
Un po' di storia..eh si, come tutte le porcherie anche questi siti ne hanno una: i siti web pro anoressia, conosciuti anche come siti Pro Ana, esordiscono negli USA, negli anni 1998/1999, espandendosi poi a Inghilterra e Francia e arrivando tardivamente in Italia negli anni 2002/2003.

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