Per Matteo:
“..Quando ci siamo incontrati, in ognuno di noi c’era molto di incompiuto e irrealizzato. Sei riuscita a fare l’impossibile, hai cambiato una parte di me. Vorrei che il tuo corpo mi ricoprisse e non vedere mai più la luce del mondo se non attraverso i tuoi occhi.
Là dove non esisti, non esisto neanche io. Le nostre mani insieme ne farebbero una a dieci dita, la tua sulla mia diventerebbe mia, al punto tale che mi addormenterei quando si chiuderebbero i tuoi occhi.
Non essere triste, nessuno potrà mai rubare i nostri ricordi. Ora mi basta chiudere le palpebre per vederti, smettere di respirare per sentire il tuo odore, mettermi di fronte al vento per sentire il tuo respiro. Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate, vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce. Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte su questa terra sarà, nell’inferno, il mio angolo di paradiso..”
( Marc Levy, da " Sette giorni per l'eternità ")

Mi sono innamorata di questo autore e dei suoi bellissimi romanzi che, quando si concludono, mi lasciano sempre in lacrime e col petto gonfio di emozioni. Levy, a parer mio, è uno scrittore eccezionale che sa trasmettere ogni emozione descritta nei suoi libri e vissuta dai personaggi nati dalla sua penna. Alle più romantiche consiglio: " Sette giorni per l'eternità " e " La prossima volta ", oltre ovviamente al più famoso " Se solo fosse vero ", da cui è stato tratto un film con Reese Witherspoon nei panni della protagonista.
“Il caso è la forma che prende Dio per rimanere in incognito”
(Mark Levy)
“Guardatemi male perché sono diverso, ma io riderò di voi perché siete tutti uguali”
“Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso. Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete. Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio..se un rumore c’è, è interno. Un urlo che nessuno all’infuori di te può sentire. Ti ritrovi a urlare dentro e nessuno ti sente”
(Cecilia Ahern)

Sentir parlare un giornalista di anoressia è come chiedere a un bambino un opinione sui massimi sistemi galileiani!
E se Dio fosse uno di noi
Solo e perso come noi
E se Lui fosse qui
Seduto in fronte a te
Diresti sempre sì
O chiederesti:
"Perché mai ci hai messo qui
Con tutte queste illusioni
E tentazioni e delusioni
E, e, poi perché
E, se, se Dio c'é
E, se, e se c'é
E se Dio fosse uno di noi
Solo e perso come noi
Anche Lui con i Suoi guai
Nessuno che Lo chiama mai...
Io so cosa farei
Lo guarderei dritto negli occhi
E chiederei
Se c'era almeno una ragione
O se é una punizione
Oppure é stato solo un caso
O una disattenzione
E dai, se ci sei
E dai, come mai
E dai, se lo sai
E se Dio fosse Uno di noi
Solo e perso come noi
Anche Lui con i Suoi guai
Nessuno che Lo chiama mai
Solo per dire:"Come stai?"
E invece chiedono attenzioni
Di far miracoli e perdoni
Oppure dare assoluzioni
Nessuno che Lo chiama mai
Solo per dire:"Come stai?"
(Eugenio Finardi)

Eh già cosa chiedere a Dio avendo a disposizione qualche domanda? Perchè è ovvio che ognuno di noi trovandoselo di fronte gli chiederebbe qualcosa, un po' perchè la curiosità è insita nella natura umana e un po' perchè chi ci ha creato (il caso, l'universo o Dio) ci ha lasciato con tante domande e poche risposte che avendone la possibilità chiunque si toglierebbe qualche interrogativo! Io credo che sarei banale: perchè la guerra, perchè il dolore, perchè le stragi? Ma in fondo, a grandi linee perchè non sono una sociologa o un' antropologa, posso immaginare che tutto venga dall' Uomo e dal suo egoismo. E qui arriva il nuovo interrogativo: se ci ha creato lui, perchè farci cosi imperfetti e meschini? Un perverso gioco: vedere fino a che punto saremmo arrivati bestemmiando il suo nome? Ma no, non è possibile; non ha logica, soprattutto considerando la natura buona e generosa del Dio in questione. E poi diciamocelo..tutto sto' sbattimento per vedere i proprie figli scannarsi e distruggere il suo meraviglioso mondo?? Ma no!
Prendo a prestito allora qualche nozione appresa a catechismo: la vita terrena è una sorta di prova a cui Dio ci sottopone per portarci ad apprezzare il suo regno, quello giusto e bello oltre la morte. Ma sempre a catechismo ci dicevano che: Dio perdona tutti e che ci accoglie tutti nella sua misericordia, anche chi ha peccato e compiuto atti contro la sua volontà. Era sempre in punti come questi che da piccina alzavo la manina e chiedevo spiegazioni ma le occhiatacce della Madre superiora con cui facevo catechismo mi intimorivano più delle domande senza risposta (ero solo una bimba, che pretendevate??) e finivo per riabbassare umilmente quella mano alzata con tanto slancio.
Cosi dalla dottrina cattolica non ho mai avuto risposte esaurienti. Alle superiori, in classe con me c'era una ragazza che era figlia di un pastore (non sono sicura si dica cosi) evangelista e durante una gita ci aveva raccontato una storia molto carina sul perchè Dio non interviene nella vita dell' Uomo che faceva più o meno cosi: un giorno Satana sfidò Dio e gli disse che sicuramente lui avrebbe saputo fare meglio nel gestire gli uomini, al che Dio accolse la sfida e gli affidò il mondo. Ma seguendo la sua natura malevola Satana sta portando il mondo creato da Dio alla distruzione. Ma Dio che è buono come ricompensa ci donerà la vita eterna.
Si, una bella storiella non c'è che dire ma si ritorna al punto di partenza, creare un mondo e migliaia di razze animali, tra cui l' Uomo il prediletto di Dio per fare distruggere il tutto da Satana, che in fondo non gode proprio della stima di Dio??? No, non va non va.
Potrei però passare a fare domande a Dio su di me. Chiedere qual'è il mio destino, cosa mi riserva il futuro. Oppure spostare la conversazione sul passato, perchè mi hai fatto questo o hai fatto in modo che mi succedesse quell'altro? perchè mi hai lasciato fare quell' errore lì? Ma sono sicura che glisserebbe l'argomento uscendosene con la scusa del liberio arbitrio..
E allora, Dio, la domanda rimane una: perchè diavolo sei sceso e ti sei manifestato proprio a me che non ho uno straccio di domanda intelligente da farti????

?
“ Ti amo senza riuscire a smettere di farlo, senza sapere come e perché.
Ti amo cosi perché non conosco altro modo.
Dove non esisti tu, non esisto nemmeno io.”
(Marc Levy, La prossima volta)
Per non dimenticare…
Tempo fa vinsi un concorso letterario per gli studenti delle superiori, il tema era "commentare la poesia Se questo è un uomo di Primo Levi per la giornata in ricordo delle vittime della Shoah"; da quando scrissi queste righe che vi ripropongo qui non ho più dimenticato quella poesia che ha un posto speciale nel mio cuore e rimarrà a lungo legata nella mia mente ai terribili stermini commessi durante la persecuzione ebraica del secolo scorso.
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.
Primo Levi
Come riuscire a descrivere il turbinio di pensieri, emozioni e sentimenti che nascono dalla lettura di una così pietosa implorazione a non dimenticare come ogni dignità umana sia stata a lungo ignorata da altri uomini tanto crudeli e spietati? A lungo ho cercato le parole che meglio descrivessero il mio stato d'animo, scavando nell'anima e cercando di razionalizzare lo sdegno e la paura per ciò che è stato e per ciò che potrebbe tornare ad essere se osassimo non "scolpire nel cuore le parole comandate" da Levi; ma credo che chiunque legga con attenzione i versi di "Se questo è un uomo" possa comprendere la mia angoscia. Come il poeta suggerisce, noi viviamo sicuri in confortevoli abitazioni: case riscaldate non solo dal fuoco ma anche dall'affetto di coloro che amiamo e che rendono sicuro ogni nostro passo dandoci la forza per superare le avversità, gli stessi che ci sostengono, ci rassicurano, ci sono d'esempio, coloro a cui più amore diamo e più ne riceviamo. Consapevole di ciò, è davvero terribile immaginare con il poeta, insieme agli altri milioni di ebrei sacrificati durante la Seconda Guerra Mondiale, sia stato costretto a sopportare una cosi devastante esperienza, senza poter confidare le proprie paure a coloro che amava e vivendo nel terrore che ai propri cari fosse toccato lo stesso orrendo destino. Una sorte spietata, che per molti non lasciava posto a speranze e sogni, che ha trasformato parole comuni come "cibo","riposo", "affetto" e perfino "pace" in utopie e che ha riempito le giornate di orrore, di fango, di freddo, di stenti, di malattie e di vuoto. Ammirevole è il coraggio con cui molti sono riusciti a sopravvivere a questa disperata situazione, la forza che ha permesso loro di superare ogni avversità, la voglia di vivere e l'amore che li ha spinti a sopravvivere alla lotta contro la sete di sangue che li aveva sottomessi e schiavizzati. Ed è proprio dalla grande dalla forza morale dell' autore e dal suo tono imperativo che dobbiamo prendere esempio; un esempio che forse non potrà cambiare radicalmente il nostro modo di vedere il mondo, ma sicuramente ci aiuterà a scavare più a fondo nel vero significato della vita e a superare ogni convenzione impostaci. Ciò che intendo non è tanto comprendere l'importanza del rispetto della dignità umana, quanto piuttosto fare nostro tale principio e applicarlo ad ogni nostra azione, renderlo una fonte ispiratrice ed esaltarlo tramite la comprensione e la tolleranza che tante piccole faccende quotidiane ci richiedono. Spesso noi giovani dimentichiamo quale enorme potere abbiano la comprensione ed il rispetto e quali grandi opportunità ci porti l'essere sempre pronti a prestarci per allevviare le sofferenze altrui; altre volte, più semplicemente, impieghiamo molto tempo a scoprire l'importanza delle nostre esistenze e, per eccesso di sfiducia o per chissà quale altro motivo, riunciamo a cercarne lo scopo. Le parole di chi in circostanze terribili non ha mai abbandonato la speranza possono aiutare i piu sensibili tra noi. Personalmente credo che l'intenzione di Levi nello scrivere questi versi che delineano un uomo oggetto, sottomesso ad ogni vessazione fisica e morale, spogliato di ogni dignità, umiliato e privato di giustizia, sia stata si quella di inorridirci, ma soprattutto quella di stimolarci a riflettere su qualcosa di più profondo: la gioia della Pace che nasce solo dal rispetto per la vita stessa. Descrivendo cosi attentamente la propria esperienza e concludendo la poesia con un severo e solenne ammonimento, inoltre, l'autore ci supplica di rendergli giustizia, senza vendette, ma conservando tra i nostri pensieri il travaglio della sua vita, testimonianza della crudeltà cui lo stesso Uomo può dar vita lasciandosi trasportare dagli istinti più meschini.
Se muore lui, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, posso anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perchè mi piace tanto?
Perchè mi piace lui illuminato dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine...
(da "La tigre e la neve", che mi ha fatto commuovere tanto, riadattato al maschile)
Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.
(Charlie Chaplin)