Così vero e così triste...
Non c'è bisogno di altre parole. Questo video in pochi secondi mostra quanto possa essere devastante una malattia che distrugge la tua anima senza fretta, pezzo dopo pezzo. Una malattia che promette molto e che ha un prezzo altissimo: prima della vita ti toglie la dignità, la speranza, la gioia di vivere, il senso alle tue giornate. Quando scopri che devi pagare un prezzo così alto è già tardi per tirarti indietro, puoi ribellarti ma lei ti ha in pugno, sei ostaggio della tua stessa follia. Da quel momento, da quando scopri quello che sei destinata a perdere e l'inferno in cui sei discesa, nulla sarà come prima. Si può guarire ma indietro non si torna. Ciò che hai perso non lo riavrai indietro. La guarigione stessa è un illusione, quando lei ti ha in pugno non ti molla. Ogni giorno diventa una lotta, una lunga serie di interminabili battaglie. Si può vincere e si può perdere, la posta in gioco è altissima..
Dietro questo corpo c'è una donna e la sua storia
Tutti conoscono la sua immagine ormai, in pochi il suo nome: Isabelle. Più famosa come "l'anoressica di No-lita", Isabelle Caro è una ragazza francese di 26 anni con una lunga storia di sofferenza alle spalle che non ha proprio nulla a che fare con la voglia di fare la modella.

Isabelle nasce da una relazione clandestina tra sua madre e un famoso artista francese, un uomo esile e affascinante che contrasta con l'immagine del marito, un omone grande e grosso che riconoscerà la bambina e le farà da padre. Isabelle nasce piccola e delicata e di questa sua gracilità la madre va particolarmente fiera perchè è l'unico legame rimasto tra Isabelle e il suo vero padre. Questa gracilità viene continuamente incoraggiata a protetta: Isabelle è costretta a indossare scarpe e vestiti piccoli, non può uscire di casa perchè "l'aria fa diventare grandi" e quando è costretta a farlo, la madre la ricopre di sciarpe a proteggere il viso.
Isabelle ricorda di come suo padre anagrafico fosse sempre in viaggio e dell'impegno della madre a ospitare bambini in affido, i quali potevano giocare liberi in giardino, mentre lei era costretta a guardarli dalle finesre di quella casa in cui era prigioniera. A 6 anni la madre di Isabelle, insegnante, decide di non mandarla a scuola insieme agli altri bambini ma di tenerla a casa a studiare sotto la sua guida. Unico svago concesso le lezioni di violino, che Isabelle prende nella sua stessa casa da un insegnante di musica privato.
Nello stesso periodo riappare il vero padre di Isabelle, un musicista, e la madre li spinge a partecipare alle riprese per un video musicale insieme. Quando Isabelle vede suo padre capisce tutto nonostante abbia solo 7 anni e di quella strana giornata le rimane solo una fotografia di lui con un scritta sul retro: questo è mio padre! Isabelle fa coincidere l'inizio della sua malattia con una giornata particolare in cui finge un mal di pancia per poter uscire di casa, all'ospedale viene pesata e misurata. Quelle cifre dette ad alta voce dal medico disegnano sul volto della madre un espressione di disappunto che spinge Isabelle al digiuno: "Avrei fatto qualsiasi cosa per renderla felice, capii che per lei pesavo troppo. Cosi da quel giorno piano piano smisi di mangiare" ricorda la ragazza.
Da quel giorno sono passati 15 anni, pieni di diete e digiuni, dolore e rinunce. 15 anni che hanno lasciato sul corpo di Isabelle i segni della dura lotta, della guerra piu aspra: 31 chili di ossa, psoriasi, lanugine bionda su tutto il corpo e nera sotto gli zigomi..i segni distintivi del male che l'ha investita e che cerca di annientarla: l'anoressia. Anche naso e mento non sono quelli che Natura le aveva regalato: si è sottoposta a interventi chirurgici per affinarli e renderli "perfetti", proprio quelle due parti del corpo che la madre ossessivamente di ostinava a nasconderle sotto strati e strati di sciarpe. Guardando la foto della campagna No-lita commenta: che orrore! Le immagini del suo stesso corpo la nauseano, non si riconosce in quella donna emaciata e ammette che partecipare alla famosa campagna la ha aiutata a reagire: ha ripreso 4 chili e dichiara: "Mangio pochissimo, quasi nulla, ma ho smesso di vomitare. Ho cominciato a distinguere il sapore delle cose, ho assaggiato il gelato..è buonissimo".
Isabelle ha perdonato sua madre "perchè non c'era altro che potessi fare". Una madre che di questa famosa campagna non è contenta, una madre da cui Isabelle ha preso le distanze (la ragazza vive a Marsiglia, la madre è rimasta a Parigi). Dice Isabelle: "Mi dispiace che lei non approvi, ma per me è importante che la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l'anoressia. Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto a chi è caduto o ha la tentazione di cadere nella trappola da cui io sto cercando di uscire. Ho tanti sogni per il mio futuro, vorrei fare l'attrice di teatro. Vorrei una famiglia, dei bambini...Vorrei vivere".

E intanto, a Milano, il sindaco Moratti censura la nuova campagna No-lita. Un brutto corpo rovina l'immagine di Milano, proprio durante la settimana della moda dedicata ai belli, ai ricchi, ai manager.
L'anoressia su un manifesto..
Invade le nostre città "No anorexia" la nuova campagna di Nolita, realizzata dal fotografo milanese Oliviero Toscani.

Reazioni e commenti positivi dal ministro della Salute Livia Turco, dagli stilisti Giorgio Armani e Dolce&Gabbana; una feroce critica invece da Fabiola De Clercq, presidente dell' Aba, associazione per lo studio e la ricerca sull' anoressia, la bulimia e l'obesità, preoccupata dal fatto che tali immagini potrebbero suscitare fenomeni di emulazione nelle ragazzine affatte da diturbi alimentari. Insomma hanno dato la propria opinione in parecchi..tanta gente che con le abbuffate, i digiuni e il dolore che comporta avere un disturbo di questo tipo non ha proprio nulla a che fare! Come spesso accade si è sfiorato il problema (non voglio credere che il tutto sia nato solo per fare pubblicità alla casa di moda), si è messa in evidenza la questione ma non si è andati oltre. Come spesso accade in tv e suoi giornali, nessuno ha chiesto il parere di chi convive con un disturbo dell' alimentazione, si sono limitati a sbattere in faccia l'immagine nuda e cruda del problema a chi il problema lo vive, a chi lo ha superato e alle loro famiglie. Le conseguenze? Come sempre nessuno se ne preoccuperà.

In questo mio spazio, io provo a dare la mia:
Ieri ho ricevuto un messaggio da una ragazza sarda che due anni e mezzo fa era in ospedale con me che diceva che oggi sarebbe partita alla volta di Firenze (in Sardegna non ci sono strutture spcializzate per la cura dei disturbi alimentari ma la regione risarcisce le spese di viaggio) per un nuovo ricovero a Villa dei Pini. Il mio augurio speciale per lei è questo:
forza piccola Danielle che questa volta vinci tu! La tua grande forza ti aiuterà a portare a termine questa nuova battaglia e a vincere quell'orribile malattia chiamata Anoressia! Ti sono vicina col cuore e con la mente..un abbraccio fortissimo!

SPERIAMO CHE L'IDIOZIA NON SIA CONTAGIOSA: a Londra cibo gratis per le modelle sottopeso!

Uno dei ristoranti più in auge tra i divi dello spettacolo e le modelle nella capitale britannica, offre cibo gratis alle indossatrici troppo magre, che recentemente sono state attaccate perché promuovono l'immagine di una donna troppo magra che secondo i detrattori spingerebbe a disordini alimentari nelle ragazze.
Il ristorante Bumpkin, che si trova nel quartiere alla moda di Notting Hill, offre alle modelle con un indice di massa corporea (BMI) inferiore a 18, la possibilità di tuffarsi nei tortini di pesce, ma anche in bistecche di agnello, gamberi reali e scaloppine.
"Se dovessi consigliare un piatto a una modella troppo magra sceglierei un tortino con dentro porri, pollo e pancetta; un piatto che offre la quantità necessaria di energie per tutto il giorno", ha detto il manager di Bumpkin, Dariush Nejad, oggi in un comunicato.
Confesso di essere rimasta davvero a bocca aperta per 12 minuti leggendo questa assurda notizia che dimostra chiaramente come la malainformazione che caratterizza ormai i nostri paesi occidentali (strano, pensavo fosse solo in Italia!) possa trascendere un problema serio, una malattia in..in cosa? Una pagliacciata? O un ennesima trovata pubblicitaria di pessimo gusto?
Come si può anche solo minimamente pensare di risolvere un disagio psichico, una patologia psichiatrica con buoni pasto a modelle che per quello che guadagnano potrebbero comprare un intero ristorante? Io credo davvero che questi signori dal bizzarro humor inglese abbiano dato una dimostrazione di quali limiti l'ignoranza e la superficialità possano infrangere. Un iniziativa che poteva far parlare del Bumpkin e in bene se solo fosse stata rivolta altrove: perchè non offrire pasti gratuiti ai senza tetto? In fondo il problema degli homeless in Gran Bretagna è altrettanto sentito ed esteso. Ma forse un barbone non fa parlare tanto quanto una modella con un disturbo alimentare, forse la fame non è più abbastanza in o fashon per poter accrescere la popolarità di un ristorante per divi e starlette.
Una domanda per il signor Nejad: vi preoccupate anche di chiudere a chiave le toilette delle donne per assicurarvi che le modelle a cui la vostra promozione è rivolta non corrano a vomitare il vostro prestigioso pranzo?? No, forse non occorre perchè qui l'unica cosa che da la nausea è proprio la vostra "benefica" iniziativa!

" Non sono un animale molto sociale ed abituato a lasciare commenti, ma leggere quel che hai scritto nel tuo blog mi ha fatto molto piacere.
Davvero molto. Mi ha fatto sentire meno sola, meno malata, meno strana e forse meno scema.
Sono anoressica da 14 anni. Da quando non andava di moda, intendo. Sono invecchiata all'interno di una malattia che mi ha bruciato gli anni migliori, devastato il corpo e, poco ma sicuro, qualcosa di fondamentale. Solo negli ultimi tre anni ho cominciato ad avere una quotidianità leggermente migliore, forzandomi di venire a patti prima con la vita e poi con la bilancia. Ma la memoria di tutto quello che ho alle spalle (per colpa mia, beninteso) è abbastanza viva da ricordarmi cosa sia prima di tutto l'anoressia: vergogna e silenzio. Mi spiace, ma io non credo molti di questi spazi siano autentici. Non lo credo perché cento stupidi grammi sulla bilancia mi impedivano persino di uscire di casa, impegnata com'ero a piangerci su come un vitello. Mai e poi mai avrei avuto la voglia di scriverlo in pubblico, come mai e poi mai avrei diviso le mie tecniche. Ho avuto lo scorbuto, ho perso quasi tutti i capelli e quasi ammazzato mia sorella, in una stupida guerra di emulazione. L'anoressia è questo: non una combriccola di folli invasate solo di pubblico. Non ho mai chiamato per nome la mia malattia, men che mai con un nomignolo affettuoso: e mi sono sempre sentita una persona. Abbastanza da non cercare club esclusivi a cui rivendicare la mia appartenenza nel mondo.
Perciò ti ringrazio tanto per la tua opinione, che condivido appieno. Un anno fa, per aver scritto le stesse cose, curiosamente, ho ricevuto un divertente linciaggio :P (per digiunare come dicono, insomma, ne hanno di energia!)
Sara"
Questo commento, lasciatomi al post precedente, mi ha fatta sorridere seppur non parlasse di cose piacevoli o allegre. Mi ci sono ritrovata, come leggere le parole di qualcuno vicinissimo a me e mi ha fatta sentire meno sola, protetta, una mano sulla spalla quando stavo per darmi dell'idiota viste alcune risposte al post sui blog pro ana che fioriscono in splinder. Non sono sola e non lo devo mai dimenticare, non lo ero in ospedale e non lo sono ora. Leggendo le parole di Sara, che con tanta semplicità ha raccontato i suoi anni bui mi ha fatto venire voglia di tornare sui miei di anni bui che per paura, timore, vergogna o che so io, ho sempre e solo accennato qui.
Anoressia e Bulimia, due semplici parole fino a qualche anno fa. Due incubi meno anni fa. Due ricordi dolorosi e due paure di ricadere oggi. Ricordo ancora in modo stranamente vivido la prima volta che mi sono vista grassa, a 13 davanti allo specchio con un pigiama bianco e azzurro, l'ho detto a mia mamma che (in preda al suo disturbo ossessivo compulsivo, ma questo si è saputo solo anni dopo) ha risposto "si lo sei!". Pesavo 56 Kg ed ero normopeso, l'unico peso che figurerà in tutta la mia storia perchè questa non è una storia fatta di numeri e non devo dimostrare quanto sono arriva su o quanto sono arrivata giu (e per lo stesso motivo non metterò quello che mangiavo o quello che sono arrivata a fare) ma è una storia di dolore, puro e semplice dolore.
Il mio disturbo esordisce presto come anoressia, caratterizzata da sottopeso e amenorrea e dopo tre anni di anoressia pura (senza abbuffate o condotte di autoeliminazione) arriva il rovescio della medaglia: la bulimia. Tipiche complicanze della bulimia: l'autolesionismo e la depressione. Come ogni altra ragazza affetta da DCA (storie tutte uguali eppure diverse tra loro) ero bravissima a nascondere il tutto da chiunque: potevo avere fino a 6 crisi bulimiche al giorno eppure andavo a scuola regolarmente, avevo ottimi voti, ero un'amica, una figlia, una sorella, una nipote, una compagna di classe eccellente. Perfetta avrebbero detto, maledettamente sbagliata avrei detto io. Ricordo un pensiero ricorrente: non sono umana. Per istinto anche i neonati si alimentano in modo corretto e io, non solo non ero in grado di farlo, ma mi autoprovocavo il vomito..nulla di umano pensavo! Tutto si è complicato poi e quello che prima era la mia unica fonte di sicurezza, "se controllo il cibo avrò il controllo di tutto" o "sono solo io a decidere se, dove e quando" e ancora "io sono quello che ho scelto di essere" (eh gia ricordano tanto le regole dei siti pro ana!), è diventato un incubo. Io ero in balia del cibo, delle mie ossessioni, delle mie debolezze. Anche il mio corpo si ribellava a me: vomitavo solo sangue mai cibo, il mio stomaco era devastato, la pelle un deserto, i capelli cadevano, la stanchezza insostenibile, mani sempre ferite e ho cambiato persino la voce (non canto piu davanti a nessuno ora!). Nel 2002 ho passato l'estate lontana da casa, con i miei zii a cui sono molto affezionata e lontano dalla mia problematica famiglia e vicina a chi non aveva paura a dirmi "che ero intelligente e carina”.Tornata a casa ho affrontato le mie paure e poi i miei comunicando loro che avevo deciso di farmi curare per i miei disturbi alimentari. Mio padre, senza guardarmi negli occhi, ha avuto solo tre parole per me: “sei una delusione”. Credo che queste e altre sue frasi da manuale rimarranno sempre marchiate a fuoco nella mia anima!
E cosi sono approdata a Ville Turro (Milano - San Raffaele) e sono stata affidata al mio primo psichiatra, un incompetente sotto la cui brillante guida durata 1anno non ho fatto che peggiorare. Anche il primo day hospital con lui è stato un completo disastro. Ad ogni modo mi sono diplomata e subito dopo la maturità ho deciso di abbandonare tutto perché..”io posso uscirne da sola!” (Credo che siano più le volte che me lo sono detta dopo una ricaduta dei capelli che ho in testa!) Beh ho passato poco più di un anno peggiorando e peggiorando, mi trascinavo da una condotta autodistruttiva all’altra senza sapere nemmeno più io cosa fare. Ma io volevo morire, io non volevo esistere. La depressione a quei tempi era al culmine, qualcuno dopo mi ha detto che era un miracolo che riuscissi ad andare anche solo al lavoro, mi vedevo morta in ogni angolo, non parlavo più e non faceva che passare le mie giornate a piangere ovunque fossi e con chi fossi. Non so cosa mi abbia spinta a tornare alle Ville Turro a chiedere di un nuovo specialista ma l’ho fatto fortunatamente e a marzo 2004 ha iniziato a seguirmi una nuova psichiatra che, con più competenza del primo, mi ha indirizzata da una psicoterapeuta e mi ha dato una terapia farmacologica per la depressione. Dopo pochi mesi un nuovo day hospital, di dieci settimane dove ho fatto gruppo con quelle che volevano davvero uscire questa volta e non con quelle che organizzavano abbuffata party o che si scambiavano dritte per vomitare meglio o metodi per tagliarsi e sentire più dolore. Certo detto cosi sembra una passeggiata eppure in questi mesi c’è stata ogni sorta di ricaduta e perfino un TS (tentato suicidio) finito con una bella lavanda gastrica. Ma come amo dire io: con le unghie e con i denti si può uscirne, se ne deve uscire, l’alternativa non è certo restare anoressica o bulimica per sempre, perché ci pensa la Natura a mettere fine a certe cose e di fini nei vari anni ne ho viste parecchie: ho visto quella che alla prima libera uscita dal ricovero ha raggiunto la cima del palazzo che guardava sempre dalla sua camera e si è suicidata, ho visto quella finita su una sedia a rotelle per l’osteoporosi e..ma insomma le vediamo tutti anche in tv no??
Non ho crisi bulimiche da un anno, mangio sentendo il senso di fame e sazietà e scelgo i cibi in base alla voglia..purtroppo con l’autolesionismo non è cosi semplice, l’ultima caduta è piu recente e non farlo è ancora un “resistere alla tentazione” e non mi viene naturale, sono ancora sotto farmaci e per questi motivi sono ancora seguita dalla psichiatara e faccio ancora (e credo che la farò a lungo) psicoterapia. Ma, ho vinto e vinco ogni giorno. Ogni giorno sono più felice e piu consapevole di me, di Erika e della sua storia. Ogni giorno è una nuova scoperta di me. La mia più grande soddisfazione? Ho abbandonato il lavoro terribile e odioso che facevo per inerzia dopo il diploma e mi sono iscritta in università, mettendomi in gioco e rischiando di non farcela..beh non sarò la miglior studentessa del mio corso (d’altronde non mi interessa più essere perfetta) ma me la sto cavando bene. Quella fragile ragazzina che si nascondeva sotto maglioni extra large e che si sentiva sicura solo contando le penne di pasta che mangiava e calcolando le calorie di ogni pasto arrotondando per eccesso ora è molto più simile a una normale ragazza della sua età di quanto non lo sia mai stata e..è tanto felice di essere “uguale” a tante!
Sui motivi per cui sono potuta cadere cosi e per cui ho potuto soffrire come ho sofferto ancora non ho le idee chiare, probabilmente un insieme di fattori: una madre con un DOC violenta, oppressiva e perfezionista; un padre con mille amanti e una solo fissa per dieci anni che non ha mai fatto mistero di quanto non ci avesse volute e cercate (me e mia sorella) e che alternava indifferenza a frasi molto gentili per noi (l‘ultima: sei stata solo una scopata venuta male, risale a un anno fa!) a momenti in cui era (ed è) affettuoso, le molestie sessuali subite da piccina, il malessere di mia sorella o altro. Ma in fondo non mi interessa perché quello che sono stata è quello che mi ha portata ad essere quella che sono oggi..questa frase non è mia ma di un amico molto molto comprensivo. (Grazie R.)
Un esempio che ciò che dico non è fantascienza??Il blog www.anadreamsana.splinder.com ha appena aperto e l'autrice dice in uno dei primi post: "Oggi sono salita sulla bilancia, non ho perso niente... capito?? NIENTE! MA COME CAZZO E' POSSIBILE??????? Chiedendo aiuto a hhoogers, mi ha inviato dei suggerimenti tramite Mail. Le inizierò da oggi stesso. Speriamo funzionino bene... MOLTO bene!"...
Io non commento piu, visti gli insulti ricevuti!
Avete presente quando pensate o parlate di qualcosa e, senza nessun motivo, apparente quel qualcosa vi capita continuamente davanti nei giorni seguenti? Beh, girovagando per i vari blog sono capitata su un sito "pro-Ana" e da qualche giorno fanno continuamente capolino blog del genere sul mio video. "Ana" è l'affettuoso nomignolo con cui certe ragazze chiamano l' Anoressia, come se fosse una cara amica che viene osannata e continuamente portata ad esempio. In questi blog campeggiano immagini di modelle emaciate, foto di gente china su water e bilance a non finire; anche i nomi sono vari e dal "sottile" riferimento alla magrezza: da leggerissima a Volare non fa rima con mangiare, le autrici di questi blog si sbizzarriscono in fantasia. Oltre alle varie lodi ad Ana, queste ragazze riportano con disciplina peso e pasti giornalieri, insultandosi per ogni debolezza di gola e per ogni etto in su.
Un po' di storia..eh si, come tutte le porcherie anche questi siti ne hanno una: i siti web pro anoressia, conosciuti anche come siti Pro Ana, esordiscono negli USA, negli anni 1998/1999, espandendosi poi a Inghilterra e Francia e arrivando tardivamente in Italia negli anni 2002/2003.

.In questi giorni sono stata molto giu, mi sono sentita inutile e per un attimo ho pensato di non essermi mai sentita cosi giu. Poi ho letto il mio vecchio diario alimentare ed emozionale, che, per chi non è pratico di disturbi alimentari, è un diario che va compilato giornalmente e costituito da 5 colonne: ore, cibo (ciò che si mangia) senso di fame e di sazietà (prima e dopo aver mangiato) e stato d'animo. Oltre a queste prime 4 colonne, che sono specifiche del rapporto col cibo, ce n'è un altra dove vanno segnate tutte le ossessioni e le fobie particolari riscontrate nell'arco della giornata. Ecco alcuni stralci del diario:
Mercoledì 24 marzo 2004 - Mi sono pesata e dopo aver letto sulla bilancia il peso piu alto mai raggiunto, mi sono messa a piangere e graffiata le braccia. Ho calcolato con precisione le calorie assunte per tutta la giornata. In metro ero convinta che tutti mi guardassero e mi trovassero patetica rimanendo disgustati da me e dal mio grasso. Mi sono vista morta. A pranzo ho battuta in pattumiera il panino lasciato da mia madre sul tavolo prima ancora di sedermi. Al lavoro contavo in ordine crescente e mentalmente tutto cio che dovevo fare.
E ancora:
Sabato 27 marzo 2004 - Ho calcolato, arrotondando per eccesso e facendo in modo di rimanere a cifra tonda, le calorie della colazione. Per sapere con esattezza le calorie delle caramelle e assicurarmi che quelle scritte sul pacchetto fossero giuste, ho svuotato il pacchetto, contato le caramelle e calcolato le calorie con la calcolatrice.Ho pulito ossessivamente camera mia, che era gia pulita. Guidando mi sono vista schiantare contro un muro e ho pensato che basterebbe cosi poco. A cena nell'asciugare i piatti, ho rotto un bicchiere e dal senso di colpa e inadeguatezza che ho provato sono stata male e mi sono tagliata le braccia con un rasoio.
Leggendo queste cose ho capito che non è come allora, che io sono uscita da un buco nero che spaventerebbe il piu impavido dei guerrieri, che sono forte, una tipa con le palle e che a 21 anni posso gia dire: ho vinto una dura e battaglia e fanculo mondo!Ci sono momenti di scoraggiamento, momenti neri, in cui tutto sembra non andare ma io ho superato ben altro e supererò ognuno di quei momenti no, guardandolo in faccia senza nemmeno un accenno ad abbassare la testa.
Questo post e per me, dedicato a Erika.
Ci fanno credere che per essere belle dobbiamo essere magre.
Ci fanno credere che per avere successo dobbiamo essere magre.
Ci fanno credere che per essere apprezzate dobbiamo essere magre.
Ci fanno credere che per piacere dobbiamo essere magre.
Come? Prendi una ragazza giovane e carina, mettile tanti vestini succinti stile Britney Spears, falle il lavaggio del cervello convincendola che se fosse piu magra diventerebbe davvero famosa e apprezzata e ecco ottenuto un perfetto teen-idol versione xx-small, pronta a convincere le ragazzine che la magrezza sia la strada per l’autorealizzazione.
Intendiamoci, non stò dicendo che la magrezza di attrici o cantanti che spopolano in tv e sulle riviste induca le ragazze piu giovani ai disturbi alimentari, questo no: ogni disturbo alimentare ha una sua motivazione piu profonda e personale che ha poco o nulla a che vedere con la “leggerezza” dei nuovi modelli femminile. Nel mio discorso credo che le uniche persone ad esserne affette siano proprio quelle teen-idol da cui ho iniziato a parlare ma non è questo quello su cui volevo porre l’attenzione.
Quello che mi preoccupa è il senso di insicurezza a cui una ragazzina possa arrivare idolatrando ragazza belle e magrissime e i problemi a cui tale insicurezza potrebbe portare loro.
Insomma, come dovrebbe sentirsi un’ adolescente con qualche brufolo in piu e con qualche chiletto in piu davanti al successo di una Paris Hilton con voce da gallina ma dalle lunghissime gambe ossute? O al cinema davanti a una tiepida attrice del calibro di Lindsay Lohan della quale si possono contare a una a una le costole?
Una ragazza un po’ più grande potrebbe anche pensare che certo sono belle quelle attrici ma che in fondo noi, con i nostri ragazzi imperfetti che ci coccolano e trattano come principesse, con il nostro barattolo di Nutella che ci tira su durante il ciclo e con i nostri due o tre chili in piu che ci rendono morbide, formose e tanto “appetibili” non abbiamo proprio nulla da invidiare alle cosidette super belle e che in fondo siamo contente cosi! Ma una adolescente, il cui corpo cambia senza avvertire, che deve fare i conti con gli ormoni in subbuglio e col ragazzino più bello della scuola che fa girare la testa a tutte e che non le degna di uno sguardo? Loro come dovrebbero reagire davanti a queste belle- acciughine che invadono le loro tv? Beh si sentono ancora più insignificanti, si torturano e si gettano con ancora piu disperazione nel baratro di tristezza che ogni adolescente prima o poi sperimenta! Insomma basterebbe cosi poco per evitare tutto questo: non dico che la tv e tutti gli altri mezzi mediatici debbano essere vietati alle persone magre, ma se fossero limitati solo a queste e si cercasse di evitare che le ragazze fortemente sottopeso avessero successo proprio grazie alle loro taglie striminzite, non sarebbe meglio? Una Scarlett Johanson ha forse qualcosa da invidiare a una Nicole Richie? Bah a me non sembra, anzi, Scarlett oltre alla bellezza può vantare anche un discreto talento!
Che poi fateci caso, avete mai notato come queste ragazze tendano ad assottigliarsi man mano che permangono all’apice del successo?Anche le sopracitate attrici e cantanti hanno seguito lo stesso iter, forse c’è una spinta , una forte persuasione dei vari manager e delle “alte sfere” a dimagrire e mostrare al mondo le ossa?
A me fanno una gran pena, anche perche ormai riconosco a colpo d’occhio una ragazza affetta da disturbi alimentari da una semplice ragazza magra ma felice e quello che vedo in queste foto non mi piace per nulla ma al tempo stesso mi fa anche una gran rabbia l’idea che le ragazze più piccole dall’altra parte dello schermo debbano sentirsi delle autentiche fallite solo perche non assomigliano a questi modelli cosi innaturali e insani.







