Ironia al femminile:
Ecco la fiaba più bella e più breve che tu abbia mai letto.
C'era una volta, una ragazza che domandò a un ragazzo se voleva sposarla.
Lui rispose di no.
Fu così che la ragazza visse per sempre felice, senza lavare, cucinare e
stirare, uscendo, scopando e spendendo come voleva.
Fine.
Sapete il problema qual'è!?!?! E' che nessuno da piccole ci ha mai raccontato
questa fiaba e ci hanno sempre fottuto... con sto cavolo di Principe Azzurro!
Giù le mani dalla 194!
Ancora una volta si torna a parlare della legge 194, una legge creata per la tutela della maternità e dell'interruzione volontaria gravidanza. Una legge importante, su cui, come è normale, ci sono molte opinioni e per lo piu in contrasto tra loro. Il direttore de 'Il Foglio', Giuliano Ferrara, ha riaperto il dibattito su questa legge avviando una campagna a sostegno di una moratoria sull' aborto e Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, ha deciso di abbassare di 11 giorni il termine ultimo previsto per le interruzioni di gravidanza terapeutiche. La giunta Regionale ha cosi stabilito che non si potranno effettuare interruzioni di gravidanza oltre le 22 settimane e 3 giorni, mentre prima era possibile fino alla 24esima settimana. Formigoni spiega cosi la sua decisione: "le attuali evidenze scientifiche indicano che a 23 settimane di età gestazionale è possibile la vita autonoma del neonato".

Queste 'evidenze scientifiche' sono già note da tempo in realtà, come si sa che a partire dal secondo trimestre di gravidanza (oltre le 12 settimane dunque) tutti i sensi umani sono funzionanti: il feto può vedere (errata è la credenza secondo cui nemmeno nei primi giorni dopo la nascita il bambino sarebbe in grado di vedere!), udire, rispondere al caldo e al freddo, al dolore e reagire a stimoli cinestetici e vestibolari (connessi al suo equilibrio). Dal quarto mese (16 settimane) il feto è inoltre in grado di sentire dolore. Tutti questi fatti sono dimostrati e vanno a sostegno delle tesi degli anti-abortisti.

Questi d'altronde non sono gli unici fatti da considerare quando si è chiamati a prendere una decisione sull'argomento: la legge n.194, entrata in vigore il 22 maggio 1978, è già stata sottoposta a un referendum popolare voluto dall' allora Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale nel 1981 e, con il 68% di voti a favore, il popolo ha deciso di mantenere in vigore questa legge che riconosce a ogni donna il diritto di poter scegliere se mettere al mondo o meno il proprio bambino. Quindi gli italiani hanno già detto SI all'aborto e credo che la volontà dei cittadini vada tenuta nella massima considerazione, in fondo il compito di chi legifera è quello di rappresentare il nostro popolo e non di scavalcare la massa per mettere in atto ciò che egli stesso desidera intimamente!
Va inoltre ricordato che l'aborto indotto non nasce nel 1978 con la promulgazione della 194: questa pratica affonda le sue radici, come evidenze di carattere storico ci riportano, nell' era antica. Le donne hanno sempre abortito, l'unica differenza era che di aborto non si parlava e che le interruzioni di gravidanza avvenivano in maniera clandestina con tutti i rischi e le drammatihe conseguenze che ciò portava. Mettersi in mano al macellaio di turno o fare da sè usando un ferro da calza (le nostre nonne insegnano..) voleva dire andare in contro a setticemia e morte. Abortire nella massima sicurezza vuol dire salvare la vita a chi ha gia deciso di non diventare madre, in un modo o nell'altro.

E' indubbio che l'aborto, dal punto di vista psicologico, sia un' esperienza devastante per una donna che si trova sovente schiacciata dai sensi di colpa e dal dolore. Un aborto lascia dietro di sè cicatrici profonde..e non solo fisiche. Ma non va dimenticato che solo una donna che aspetta un figlio è in grado, ha il diritto ed è nella posizione di decidere se portare a termine la gravidanza. E' l'unica in grado di valutare se sussistono “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”, come recita la legge 194.

Non sarebbe poi più logico andare a monte del problema? Evitare cioè che una donna si trovi nella condizione di dover affrontare una maternità indesiderata? Intensificare le campagne di educazione alla contraccezione mi sembra un modo concettualmente più corretto per affrontare il problema che darebbe dei riscontri anche a livello pratico, evitando anche che una donna debba ritrovarsi quelle indelebili cicatrici nell' anima di cui si è detto sopra.
Femminismo no, pari opportunità si!
L' Udi, unione donne in Italia, ha lanciato un' interessantissima campagna: "50 e 50 ovunque si decide", per ottenere la parità numerica di donne e uomini in politica e nelle istituzioni, come previsto dall'articolo 51 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge). Ma oggi, lo sanno in pochi, basta pagare una multa e anche una lista di soli uomini viene accettata, contro questo si muove l'Udi che si è impegnata a raccogliere 50.000 firme entro il 30 novembre per far in modo che le liste che non rispettano la parità vengano respinte.

Le donne in Italia costituiscono il 55% della popolazione, ma in Parlamento sono solo il 16%. ZERO donne ricoprono incarichi diplomatici e ZERO donne sono dirigenti di prima fascia al Ministero dell' Interno. Se la politica riflette la vita e i parlamentari rappresentano i cittadini, perchè questa penuria di donne nella stanza dei bottoni? Lo scopo della campagna 50e50 non è riportare in vita il vecchio e sepolto femminismo, quanto piuttosto un tentativo di creare una vera e propria Democrazia, che sia paritaria e nella quale conviva il punto di vista delle donne e degli uomini per un approccio piu completo ai problemi della vita. "Le quote rosa hanno in sè qualcosa che infastidisce perchè rimandano all'idea che le donne siano una minoranza da tutelare. Dobbiamo uscire da questa posizione e batterci per una democrazia paritaria per ottenere che sia messo finalmente in pratica l'art. 51 della nostra Costituzione" commenta Pina Nuzzo, responsabile nazionale dell' Udi.
Per sostenere la campagna e sapere dove firmare: www.udinazionale.org www.50e50.it o 066865884 (Udi nazionale).

"La scomparsa delle donne" (mondadori, 16 euro) è un libro di Marina Terragni, che aiuta a riflettere su una sottile ma sostanziale differenza: le donne hanno raggiunto l'emancipazione ma non sempre la libertà. Le donne si sono inserite in un mondo a misura d'uomo ma senza cambiare la sua struttura le sue regole, sacrificando la propria femminilità e cercando di "farsi uomini" il più possibile per poter ottenere le cariche e gli onori più alti. Qualche esempio: si fanno figli sempre più tardi e se ne fano meno (1,3 per famiglia secondo le statistiche) e affidare i propri bimbi alle altrui cure, nonne e baby sitter per lo più, è ormai la norma. L'anticoncezionale più all'avanguardia, permette addirittura di non avere le mestruazioni finchè lo si usa. Insomma, dobbiamo essere efficienti e concentrate sul lavoro come gli uomini ma in più avere le tette!
Non mi va però di scrivere un post intriso di femminismo che dipinga le donne come delle sante e gli uomini come degli aguzzini egoisti che hanno progettato un mondo a loro immagine e somiglianza in cui per noi non c'è posto, sarebbe ingiusto e poco veritiero. Preferisco invece riflettere su altro: cos'è la femminilità e quali valori del mondo delle donne vale la pena salvaguardare?
Femminilità è essere complice con un amica e ridere di qualcosa che solo loro sanno, femminilità è cercare di fare in modo che tutto sia perfetto ben sapendo che è impossibile che lo sia, femminilità è sentirsi distrutta e stanca e avere ancora la forza di sorridere, femminilità è il silenzio, femminilità è sentire un essere umano che cresce dentro di se e, senza averlo mai visto, sentirsi pronte a dare la propria vita per lei, femminilità è infilare le dita in un barattolo di tempera e fare disegni astratti lasciandole scivolare sulla carta ruvida, femminilità è mettersi sedute a scrivere una lettera per sfogare la rabbia e la delusione che ci lacera, femminilità è aspettare la chiamta di lui accanto al telefono, femminilità è avere comunque la forza di andare avanti quando tutto il mondo ti è contro, femminilità è abbassare la testa ma non arrendersi all'altro, femminilità è essere vanitose e assolutamente non disposte ad ammatterlo, femminilità è donare il proprio abito da sposa a tua figlia, femminilità è donarsi completamente a qualcuno e non rimpiangerlo nemmeno quando quel qualcuno ci infligge la delusione più grande, femminilità è guardare un film a lieto fine e commuoversi, femminilità è non aver paura di dire la propria, femminilità è amare il proprio corpo e le sue morbidezze, femminilità è dormire serena sotto lenzuola di lino del proprio colore preferito, femminilità è un mazzo di fiori posto al centro di una stanza, femminilità è ridere mentre si piange, femminiltà è togliersi il reggiseno e lanciarlo su un palco durante un concerto rock, femminilità è dire: "domani è un' altro giorno", femminilità è aver fatto qualcosa di importante e non doverlo per forza ammettere, femminiltà è un animo profondo e pieno di segreti, femminilità è mangiucchiarsi le unghie per l'ansia, femminilità è imparare a fare una torta con l'aiuto di tua madre, femminilità è gridare forte quando sei da sola in auto, femminiltà è mangiare un cannolo alla fine di una dieta ferrea..
Essere donna è un dono, forse non il più prezioso, ma pur sempre un gran dono!

Dopo un post un po' triste, eccone uno che spero possa tirare su le ragazze che come me sono..come dire..non proprio alte ecco!

(paris hilton, ashlee simpson, gwen stefani, lindsay lohan)
E fin qui..rosichiamo! Non sono altissime ma..già le invidio! ma le prossime divette..mi fanno sentire piu umana! hihihi

(christina aguilera, gemelle olsen, eva longoria, avril lavigne, hilary duff)
(reese witherspoon, dakota fanning, scarlett johanson, victoria beckham)

(britney spears, rachel bilson, jessica simpson)

(Alyssa Milano, Shannon Doherty, Emma Bunton, Nelly Furtado)
Rivalutiamo le nane!
Lo sciopero del sesso
Se una volta le manifestazioni in piazza erano riservate ai soliti partiti di sinistra e alle loro rivoluzioni, oggi è davvero aperta a ogni sorta di categoria e a ogni tipo di protesta. Il 16 maggio le vie e le piazze padovane ospiteranno un corteo alquanto bizzarro: le prostitute della città protesteranno contro le multe verso i loro clienti e verso l'ordinanza che punisce le stesse lucciole sorprese in abiti discinti. Le "operatrici del sesso" cercheranno cosi di difendere non solo i propri clienti ma anche la "funzione sociale" del loro lavoro (quale funzione esattamente non ci è dato sapere!) e si spingeranno, con i loro slogan, fino al municipio con la speranza di essere accolte dallo stesso sindaco padovano, Flavio Zanonato. Lo stesso che negli ultimi anni ha aderito a una serie di interventi, gia sperimentati in altre città, per favorire la lotta alla prostituzione: multe, sequestri d'auto e telecamere nelle zone a luci rosse. L'inizio della lotta dei comuni contro le prostitute si apre nel 2000 con una tragedia: il suicidio di un ragazzo al quale i carabinieri avevano sequestrato l'auto, sulla quale era stata ospitata (non era la parola che avevo in mente, ma il senso è chiaro) una prostituta. Nonostante il drammatico inizio, questa sorta di neo-proibizionismo tutto italiano continua: Perugia la prima città ad usare la linea dura sostenendo che senza auto l'attività di prostituzione non sarebbe stata possibile. Trieste la meno flessibile: da 2 a 6 anni di reclusione e multe fino a 20 milioni di lire per chi viene coinvolto nel mercato del sesso; intorno a 300 euro le multe per i clienti a Vicenza e fino a 600 ad Arezzo. A Vittuone (Milano) invece il sindaco dimostra piu fantasia e vieta di mostrare le proprie nudità a scopo di addescamento; telecamere e multe da Nord a Sud. Insomma vita dura per le meretrici e per i loro fans! Giuliano Amato, ministro degli interni, commenta cosi: "Come si fa a prendersela con le ragazzini e non con la clientela che è tutta nazionale?" e definisce i maschi italiani dei mascalzoni.
Sulla necessità di "ripulire" le strade delle nostre città da prostitute, clienti e magnaccia non discuto, ma sul metodo avrei di che obbiettare. Insomma, non per niente si dice che quello della prostituta è il mestiere più antico del mondo: da millenni ci sono donne che accettano denaro in cambio di favori sessuali, dai tempi antichi accanto alle canoniche figure che sorreggono una civiltà si trovano queste altre che "allietano" gli uomini con le proprie grazie. Nè il buio medioevo nè tantomeno l'inquisizione sono riuscite a debellare la prostituzione; il più antico mestiere del mondo esiste e vive ancora. L'unico fenomeno cresciuto nei secoli è quello del forzare una donna alla prostituzione: la stragrande maggioranza delle donne (ahimè spesso ragazzine!) che battono i nostri marciapiedi lo fanno perche costrette dalla fame o da aguzzini senza scrupoli, sotto minacce o percosse. Forse allora, vale la pena ragionarci un po' di più e valutare non solo le conseguenze ma anche le cause del fenomeno. Ossia, come porre fine al mercato della prostituzione che forza maggiorenni e non a vendere il proprio corpo per pochi spiccioli? Lo so, può essere estremo ma..io credo che il ritorno alle case chiuse e la regolarizzazione del lavoro delle prostitute non sarebbe proprio una cattiva idea. I marciapiedi tornerebbero a servire per passeggiare e non sarebbero piu un bancone dove la "mercanzia" viene esposta; le prostitute sarebbero tutelate in quello che, per quanti possano obbiettare, è un lavoro; lo Stato avrebbe i suoi introiti e i clienti la loro stanzetta calda invece che la solita auto per..usufruire del servizio. Magari non passerà Richard Gere a trasformarle in Pretty women di classe ma..avranno almeno un po' di protezione! Credo che la prostituzione sia dal punto di vista culturale l'unico fattore che unisce tutte le civiltà nate su questo pianeta nei vari secoli e alle varie latitudini e credere di poter soffocare un fenomeno cosi radicato nella nostra società non ritengo sia possibile, avrebbe forse piu senso cercare un modo per renderlo piu gestibile.

Una manager in carriera, temporaneamente per lavoro a Parigi, riceve una
lettera dal suo fidanzato che vive in un altro paese.
La lettera diceva quanto segue:
"Cara Claudia,
non posso più continuare la nostra relazione.
La distanza che ci separa è troppo grande.
Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei
andata e penso che ne tu ne io meritiamo questo.
Mi dispiace.
Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato.
Con amore
Roberto"
La donna,molto ferita,chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le
regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii,cugini,fratelli ecc..
Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche.
C'erano 57 foto nella busta e una nota che diceva:
"Roberto,perdonami,non riesco a ricordarmi chi cazzo sei.
Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto."
MORALE:
ANCHE TREMENDAMENTE ABBATTUTA,DEVI SEMPRE SAPER FOTTERE IL NEMICO!!!
carinissima!!
La Walt Disney sta realizzando un lungometraggio chiamato "The Frog Princess" e che vedrà per la prima volta come protagonista una princepessa nera. Il film segnerà il ritorno al classico processo di animazione basato sul disegno a mano al posto dell' elaborazione a computer cha ha caratterizzato la produzione disneyana degli ultimi anni. La storia sarà ambientata a New Orleans e girerà intorno a un personaggio forte, la principessa Maddy, i cui autori si augurano possa ottenere lo stesso successo delle precedenti eroine caucasiche. Il film si attende per il 2009!
Beh bisognerà aspettare ancora un paio d'anni ma nel frattempo mi congratulo con chi ha dato vita al progetto e che almeno nella fantasia di un film disney ci proporrà un mondo politically correct!

Che non me ne vogliano i maschietti o i signori Uomini (eh si sono proprio due categorie diverse. Foltissima la prima, scarna la seconda!) ma sto ancora ridendo per questa bellissima analisi della Litizzetto, da cui ho fatto anche io una mia riflessione: ora che anche al maschile esistono giornaletti idioti e inutili è davvero arrivata la parità dei sessi!