
Se c'è stata una categoria di cui mi sono sempre sentita superiore è quella dei bigotti, dei falsi moralisti e, ci giurerei, anche grandi ipocriti. Persone a cui termini come: "libertà sessuale", "autoerotismo" e "masturbazione" fanno drizzare i capelli sulla testa; gente che condanna pratiche cosi naturali e istintive al fine di conoscere il proprio corpo che gli stessi bambini mettono in atto; che pone limiti su cosa sia giusto, dove e come sulla base di vergogna, paura e ignoranza. Avere una mente aperta non significa necessariamente dedicarsi a tutto, ma guardare alla vita con curiosità e spirito critico e, solo poi, sulla base delle informazioni apprese, decidere cosa possa andare bene per sè e cosa no, limitandosi a farlo nei confronti della propria persona e senza arrogarsi il diritto di decidere anche della vita altrui. La scoperta del proprio corpo, la ricerca delle proprie sensazioni e del proprio piacere sono tanto intime quanto legittime ma rimangono ancora un tabù nella nostra società, che ha appena iniziato ad accettare che si parli di temi quali "rapporti prematrimoniali" e "contraccezione" senza gridare allo scandalo e che ancora non si azzarda ad andare oltre (salvo le dovute eccezioni).
Se i nostri genitori venivano terrorizzati con catastrofici moniti come: "la masturbazione fa diventare cechi" o "lo sperma fa ingrassare", la nostra generazione è cresciuta nel silenzio, in quel "non va detto e non va saputo" che ogni adulto ha usato per confrontarsi coi ragazzi in tema di sessualità. Quattro anni fa, quando ancora andavo alle superiori ogni classe veniva sottoposta a un paio d'ore di educazione sessuale, durante le quali i temi trattati erano: malattie a trasmissione sessuale e contraccezione, presentate nella maniera più tecnica, scientifica e obbiettiva possibile (ancora non riesco a mangiare la ricotta da quando una glaciale dottoressa ha accomunato la candida al latticino!). Come se il sesso possa essere ridotto a qualche malattia o metodo contraccettivo (seppur sia importante conoscere entrambe le cose)! E delle emozioni? della paura di abbandonarsi al piacere? della sensazione di non sapere bene cosa fare o come fare? dell'importanza di rispettare l'altro? della differenza tra fare l'amore e fare sesso? Di tutto questo chi ce ne doveva, deve, o dovrà parlare a scuola e fuori?
Si arriva alla prima volta e, prima ancora, alla masturbazione convinti di doverlo fare isolati accertandosi che nessuno senta e veda non perchè sia un momento delicato e privato ma perchè bisogna vergognarsene, perchè è una cosa sporca. E quelle carezze che dovrebbero regalare gioia ed estasi, finiscono per dare piu ansia e paura di quanta ne dovrebbero levare. Ma sarò normale? Ma gli altri lo faranno?..Devo dire che poi, al solito, per le ragazze resta ancora più difficile che per i ragazzi: una che si masturba? una poco di buono! Come se desiderare, amare il proprio corpo, coccolarlo e sperimantare siano cose deplorevoli per una donna, come se Dio, la Natura o chi per loro avessere creato le donne come pezzi di marmo senza pulsioni!
Quante idee sbagliate e preconcette ancora legate al sesso e, soprattutto, all'autoerotismo. Quanta censura da parte di adulti pudici e quanta confusione e punti di domanda in ragazzi e ragazze inesperte. Eppure il sesso è uno dei bisogni fondamentali al pari di bere, mangiare e dormire; eppure i nostri genitori sono gli stessi che nel '68 inneggiavano alla libertà sessuale, quelle stesse due parole che ora li scandalizzano tanto.
Una cosa tanto naturale come un sano rapporto con la propria sessualità rimane nel 2007 una faticosa, silente e poco compresa conquista!
