Per Matteo:
“..Quando ci siamo incontrati, in ognuno di noi c’era molto di incompiuto e irrealizzato. Sei riuscita a fare l’impossibile, hai cambiato una parte di me. Vorrei che il tuo corpo mi ricoprisse e non vedere mai più la luce del mondo se non attraverso i tuoi occhi.
Là dove non esisti, non esisto neanche io. Le nostre mani insieme ne farebbero una a dieci dita, la tua sulla mia diventerebbe mia, al punto tale che mi addormenterei quando si chiuderebbero i tuoi occhi.
Non essere triste, nessuno potrà mai rubare i nostri ricordi. Ora mi basta chiudere le palpebre per vederti, smettere di respirare per sentire il tuo odore, mettermi di fronte al vento per sentire il tuo respiro. Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate, vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce. Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte su questa terra sarà, nell’inferno, il mio angolo di paradiso..”
( Marc Levy, da " Sette giorni per l'eternità ")

Mi sono innamorata di questo autore e dei suoi bellissimi romanzi che, quando si concludono, mi lasciano sempre in lacrime e col petto gonfio di emozioni. Levy, a parer mio, è uno scrittore eccezionale che sa trasmettere ogni emozione descritta nei suoi libri e vissuta dai personaggi nati dalla sua penna. Alle più romantiche consiglio: " Sette giorni per l'eternità " e " La prossima volta ", oltre ovviamente al più famoso " Se solo fosse vero ", da cui è stato tratto un film con Reese Witherspoon nei panni della protagonista.
Ieri ho ricevuto un messaggio da una ragazza sarda che due anni e mezzo fa era in ospedale con me che diceva che oggi sarebbe partita alla volta di Firenze (in Sardegna non ci sono strutture spcializzate per la cura dei disturbi alimentari ma la regione risarcisce le spese di viaggio) per un nuovo ricovero a Villa dei Pini. Il mio augurio speciale per lei è questo:
forza piccola Danielle che questa volta vinci tu! La tua grande forza ti aiuterà a portare a termine questa nuova battaglia e a vincere quell'orribile malattia chiamata Anoressia! Ti sono vicina col cuore e con la mente..un abbraccio fortissimo!

Vivere..ma vale la pena vivere?
Vivere. Ma siete convinti di quel che fate, vale davvero la pena vivere? Per chi, per cosa? Una massa enorme di formichine che ogni giorno si alza, si lava, si veste, si mette al volante della propria auto e inizia a correre. Gesti di routine, abitudi inutili e sciocchi riti popolano le giornate di tutti noi e a volte ci si ferma, come me stasera, e ci si chiede: ma ne vale davvero la pena? Perchè vivere..per quei pochi, rari, sprazzi di felicità che faticosamente tentiamo di ottenere. Per quella soddisfazione tanto attesa che ti fa tirare un sospiro di sollievo e pensare "ce l'ho fatta!". Per quell'emozione unica che regala lo sguardo di chi si insinua nei nostri desideri e nel nostro cuore. Per il sorriso di un bimbo, per la tenerezza di un cucciolo. Per la commozione di un lieto fine, per la gioia di una giornata di sole..Ma la prima lezione che la vita ti da è che TUTTO HA UN PREZZO. Queste belle emozioni che la vita ti da le devi pagare, hai un debito che ti tocca saldare: la delusione di un ennesimo no, il voltafaccia di un amico. La sensazione di essere solo, piccolo e incompreso; il vuoto che cerchi di colmare e che puntualmente si ripresenta quando smetti di agire; gli impegni e le responsabilità di qualcosa in cui nemmeno tu in fondo credi. Un addio inaspettato di chi giurava che per te ci sarebbe sempre stato; la morte ingiusta e dolorosa di una persona cara; l'ideale tradito e l'offesa gratuita. L'affanno di una ricerca mirata alla felicità che si dimostra inutile..
Ma vale la pena Vivere??
Io la mia risposta me la sono data, una risposta che potrebbe cambiare nel giro di pochi giorni. Un NO e potrebbe diventare un si prima di tornare a essere un no. Ma una volta data la risposta a questa domanda che fai? Il gesto estremo, l'atto di coraggio supremo, il salto nel vuoto non fa per me. Sono una vigliacca e non so mettere fine ai miei tormenti, pensando alle conseguenze di un tale gesto. O forse la vigliaccheria non c'entra e in seno covo la speranza che tutto possa cambiare, che una mattina mi possa alzare e trovare bella la mia vita e..degna di essere vissuta. La speranza, liberata dal vaso di Pandora, è la peggior piaga tra gli uomini..è quel sentimento che nel giro di pochi minuti mi fa dire:
Si, vale la pena vivere!
Ma non so per quanto..


Due persone si incontrano. Due persone che non avrebbero dovuto farlo perchè troppo lontane o diverse, eppure lo fanno. Si incontrano e si riconoscono d'istinto: tu hai trovato me e io ho trovato te. E' nato cosi, per caso, il periodo piu bello della mia vita; 20 mesi durante i quali ho scoperto la gioia e la soddisfazione di sentirsi considerata, desiderata e protetta da te. Ho imparato ad amarti, anche se di mio ho fatto ben poco perche adorarti e tenerti nel mio cuore è stato cosi naturale e semplice. Grazie a te ho scoperto la passione senza inibizione e la dolcezza più struggente: hai riempito le mie giornate di sorrisi, di luce e di speranza..proprio io che odio la vita, io che ho sempre combattuto contro me stessa, che ho cercato di annientarmi in tutti i modi. So perche mi sono innamorata di te: sei una persona semplice, limpida, di sani valori,che non si perde in chiacchere; con questo tuo modo d'essere districavi ogni mio problema e paranoia, portavi semplicità laddove regnava il caos. Eppure certezze non me ne hai mai date: non volevi legami e non "riuscivi ad innamorarti"..ma nonostante tutto io mi sentivo protetta e sicura. Un paradosso? forse. Poi però, come un uragano che arriva improvviso e altrattanto inaspettatamente se ne va, anche tu ti sei allontanato lasciando il devasto nella mia vita e nella mia anima. Hai deciso che saresti stato meglio lontano da me e hai forzato me allo stesso destino. Sei lontano da me, dalle mie giornate che improvvisamente hanno perso luce e speranza, lontano dalle mie paure e insicurezze, lontano dai miei incubi e dai miei sogni. Sono sola, perche senza te io mi sento cosi: desolata, persa. Da quando te ne sei andato, ho riportato il caos nella mia vita, mi sono riaffidata ai vecchi problemi, agli insani metodi di autodistruzione..mi punisco, non so nemmeno io per che cosa esattamente. Ma forse non è una punizione, è solo che senza la tua schiettezza io ho smarrito la via, mi sono persa tra i miei "giri di pensieri", sto divagando con la mente. Cerco un senso a questa storia, ma forse ha ragione Vasco quando continua dicendo: anche se questa storia un senso non ce l'ha. Forse fai bene tu che dici di non pensarci, di vivere, di andare avanti, perche guardare indietro equivale a fermarsi e a soccombere ai ricordi, quei bellissimi ricordi che ho collezionato di noi e a cui ripenso con nostalgia ogni sera. Mi mancano le tue battute acide, dormirti accanto, tenerti la mano, perdermi nel tuo sorriso, tenerti sveglio fino a tardi coi miei sms paranoici, chiederti se mi vuoi bene, guardare la tv sdraiati sul divano, appoggiare la mia mano sulla tua posata sul cambio mentre guidi, e ancora e ancora e ancora. Mi manchi tu, mi manca noi.

Ma il senso della vita qual'è? Sono cosi stanca, stufa, triste e mi sento profondamente sola. Non capisco cosa ci sia che non vada, ma in fondo so che non c'è nulla di NUOVO che non vada, solo quello che c'è da almeno 8 anni, quello che non mi fa mai essere felice, quello che mi spinge a sentire il peso di anni che non ho sulle spalle, quello che mi fa pensare che la vita sia solo una fatica e che la felicità non esista. Da quando è finita l'infanzia io non mi sono mai sentita felice, mai! Sono stata serena, soddisfatta, allegra, gioiosa o divertita ma mai felice. Che senso ha vivere una vita che non si sente propria, in cui ogni gesto viene effettuato per inerzia, ogni mattina alzarsi dal letto diventa una fatica immane e la sera si cova sempre la speranza di addormentarsi e mai piu risvegliarsi al pari di una nota principessa del mondo delle fiabe. Io mi sento vuota e stramaleddetamente sola anche quando sono in compagnia, anche in mezzo a centinaia di persone. Ho provato a spiegare ma nessuno capisce..come potrebbero d'altronde se quello che tento di descrivere non ha nè nome nè senso neppure per me?? Ho provato a cambiare, ho provato a trovare nuovi stimoli ma..nulla mi da gioia. Non mi arriva nulla e finisco col sentirmi un aliena in un mondo dove se non sei sempre su di giri, se non ti diverti e non sai far divertire allora vieni bollato come una "palla al piede" e lasciato indietro. Ma..chi può biasimare chi non ha voglia di passare tutto il proprio tempo con chi fatica a trovare la voglia di sorridere?? Io non riesco. Mi sembra che le ore, le giornate, i mesi e gli anni passino cosi velocemente senza che io riesca a capire il senso di tutto quanto capita in queste ore, giornate, mesi e anni. Mi hanno messa su questo mondo dimenticandosi di insegnarmi a essere felice! Mi sento apatica e stanca e da qui la solitudine..

Tu illumini colline,
agiti oceani,
riempi le vallate di canti gioiosi,
rischiari i cieli,
spalanchi pesanti portoni
e spingi i gabbiani a librarsi
in volo.
E se anche non facessi
nulla di tutto questo,
mi basterebbe
il respiro che poggi sulla mia guancia
in questa fredda notte
per amarti.

Di belle parole ne è pieno il mondo, di fatti appena una pozzanghera!
Il mondo è pieno anche di delusioni, di inculate per essere un po' meno fine. Mai come nell'ultimo periodo ho capito che l'opinione che si ha di una persona e l'importanza che le si dà debba essere basata su ciò che questa fa e non su ciò che dice. Bella scoperta obbietterà qualcuno! Beh sarà anche stato banale ma io davvero l'ho capito solo ora, davvero mi sono ripresa solo ora dalla mia eterna ingenuità e ho capito che spesso le persone non dicono ciò che realmente provano o hanno intenzione di fare. Certo c'è anche il lato positivo: spesso è anche vero il contrario, che chi non si sbilancia con le parole lo sa fare bene coi fatti. Ho ridefinito i due gruppi "posso contare su" e "non posso contare su": esiguo e scarno il primo, affollatissimo il secondo.
Esserci solo quando le cose sono belle e c'è da divertirsi, esserci solo se cercati (e spesso rincorsi), scomparire nella nebbia padana quando si ha bisogno di qualcuno e meravigliarsi se la persona non si è confidata con te, se non ti ha cercata per dirti che aveva dei problemi. Ecco una serie di comportamenti di cui sono stufa e che non ho piu intenzione di accettare. Questo non vuole nemmeno dire che cercherò di parlarne con gli interessati e chiarire come mi abbiano deluso certi comportamenti, perchè non c'è peggior fatica (e inutile cosa) che parlare a chi non vuol sentire! Se le loro parole valgono quanto l'aria fritta, quanto dovrebbero valere le loro giustificazioni? Se quello che dicono è più mutevole della luna, quanto può essere attendibile la loro parola? Non mi va più di sprecare energie per chi non ha voglia di fare altrettanto. La reciprocità è alla base di ogni rapporto, quelli di amicizia non sono certo esclusi e, se la cosa non vi va bene o vi sembra che sia troppo impegnativa per voi, ARIA, SCIO', CIRCOLARE, FATE SPAZIO E ANDATE A... CERCARE QUALCUN'ALTRO!
Dei "Tvtb", "tengo a te", "sei importante per me" e "siamo amici/amiche" non me ne faccio proprio più nulla; fatti gente, io voglio i fatti ora!

Non so perchè ma ho immediatamente pensato che la prima frase fosse stata scritta da una donna e la seconda da un uomo, non mi è nemmeno venuto in mente che potesse essere il contrario! Eppure non ci sono firme..
Sarà perchè noi donne spesso, accecate dall'amore che proviamo per lui o per l'immagine che ci siamo create di lui, troviamo da sole la giustificazione a certi comportamenti. Gli facilitiamo cosi tanto la vita che non devono nemmeno più trovare una scusa per il loro comportamento, siamo noi stesse a fornirgliela e spesso questa diventa un alibi per i loro comportamenti più meschini. Siamo cosi noi donne, eterne innamorate, più dell' Amore che di un uomo, più dell'idea che lui ci ami che del suo reale sentimento verso di noi. Sognamo a occhi aperti la favola, l'emozione che ti prende lo stomaco, che ti stordisce e ti da la sensazione di volare e spesso ci ritroviamo a precipitare al suolo quando la sua ultima carognata è cosi grave che nemmeno noi troviamo una scusa che sia plausibile.
Ma siamo cosi, giusto o sbagliato che sia, crediamo nei sogni e aspettiamo un principe azzurro che forse non arriverà mai. Crescere vuol dire anche capire che spesso Vita e Sogno collidono e che l'amore non ha nulla a che vedere con le dimostrazioni plateali da film ma che starsi vicini nell'affrontare le innumerevoli difficoltà e i mille problemi è già un successo. Lo sappiamo eppure..ci ritroviamo sempre a quella finestra sospirando per un Uomo su cavallo bianco che non arriva!
Saresti l'unico da cui non dovrei difendermi, l'unico a cui aprire un varco in quelle grosse mura erette a difesa, il mio sostegno e la mia consolazione. Saresti tu a dovermi proteggere dal male e dall'indifferenza altrui e, invece, ancora una volta sei tu a sfoderare l'attacco decisivo. La strategia più efficace è sempre l'effetto sorpresa, un' arte in cui sei maestro; quando mi abbandono a te con completa fiducia, sfoderi le tue armi più micidiali: indifferenza e superficialità. "Non voglio sentirmi legato, non voglio dover pensare a te quando esco con gli amici e dovermi ricordare di scriverti, non riesco a innamorarmi di te" sono solo mucchi di parole ma con un effetto devastante. Non ricordavi che tra una settimana farò gli anni e quanti, scopertolo l'unica cosa di cui hai saputo rallegrarti era che il ponte dell' 8 fosse vicino per poter andare a sciare, ti stupisci se rimango male quando (per l'ennesima volta) esci con me e passi la serata a guardare la partita, quando per il secondo anno non hai la minima intenzione di festeggiare il capodanno con me, quando dopo più di un anno scopro che non mi baci mai perchè ti da fastidio il mio piercing. Mi ferisci e riesci anche a sorridere sarcastico della mia reazione, vorrei urlare che ti odio, picchiarti eppure non posso..di fronte a quegli adorati occhi non posso fare altro che aspettare il seguito, grazia o condanna: il mio destino tra le tue dita. Mi guardi e mi dici che mi vuoi bene..e io mi guardo e ancora una volta mi ritrovo ad odiarmi e a correre verso quella lametta che come una madre protettiva mi riaccoglierà ancora una volta e anestetizzerà il mio dolore.

In questi giorni sono stata molto giu, mi sono sentita inutile e per un attimo ho pensato di non essermi mai sentita cosi giu. Poi ho letto il mio vecchio diario alimentare ed emozionale, che, per chi non è pratico di disturbi alimentari, è un diario che va compilato giornalmente e costituito da 5 colonne: ore, cibo (ciò che si mangia) senso di fame e di sazietà (prima e dopo aver mangiato) e stato d'animo. Oltre a queste prime 4 colonne, che sono specifiche del rapporto col cibo, ce n'è un altra dove vanno segnate tutte le ossessioni e le fobie particolari riscontrate nell'arco della giornata. Ecco alcuni stralci del diario:
Mercoledì 24 marzo 2004 - Mi sono pesata e dopo aver letto sulla bilancia il peso piu alto mai raggiunto, mi sono messa a piangere e graffiata le braccia. Ho calcolato con precisione le calorie assunte per tutta la giornata. In metro ero convinta che tutti mi guardassero e mi trovassero patetica rimanendo disgustati da me e dal mio grasso. Mi sono vista morta. A pranzo ho battuta in pattumiera il panino lasciato da mia madre sul tavolo prima ancora di sedermi. Al lavoro contavo in ordine crescente e mentalmente tutto cio che dovevo fare.
E ancora:
Sabato 27 marzo 2004 - Ho calcolato, arrotondando per eccesso e facendo in modo di rimanere a cifra tonda, le calorie della colazione. Per sapere con esattezza le calorie delle caramelle e assicurarmi che quelle scritte sul pacchetto fossero giuste, ho svuotato il pacchetto, contato le caramelle e calcolato le calorie con la calcolatrice.Ho pulito ossessivamente camera mia, che era gia pulita. Guidando mi sono vista schiantare contro un muro e ho pensato che basterebbe cosi poco. A cena nell'asciugare i piatti, ho rotto un bicchiere e dal senso di colpa e inadeguatezza che ho provato sono stata male e mi sono tagliata le braccia con un rasoio.
Leggendo queste cose ho capito che non è come allora, che io sono uscita da un buco nero che spaventerebbe il piu impavido dei guerrieri, che sono forte, una tipa con le palle e che a 21 anni posso gia dire: ho vinto una dura e battaglia e fanculo mondo!Ci sono momenti di scoraggiamento, momenti neri, in cui tutto sembra non andare ma io ho superato ben altro e supererò ognuno di quei momenti no, guardandolo in faccia senza nemmeno un accenno ad abbassare la testa.
Questo post e per me, dedicato a Erika.