postato da stellavellutata alle ore 17:11 mercoledì, 11 ottobre 2006

"E' stato identificato e arrestato il giovane ritenuto responsabile della violenza sessuale nei confronti di una ragazza americana. Lo stupro si era consumato nei bagni di un locale notturno nel centro di Roma due sere fa. A fermare l'uomo sono stati gli agenti della squadra mobile di Roma. L'aggressore aveva seguito la vittima al bagno per poi violentarla dopo avere chiuso la porta a chiave"

"E' un calciatore professionista il giovane finito in manette con l'accusa di aver stuprato a Roma la giovane studentessa americana. Il giovane gioca in una squadra di calcio di serie A europea. A quanto si apprende, il ragazzo era a Roma per motivi professionali"

2 notizie diverse, stessa edizione del telegiornale. Forse oggi uno stupro non fa piu notizia(la media romana è di uno a notte!), ma fa paura. Se ne sentono cosi tanti che, dopo le solite frasi di rito del tipo: "è uno schifo", "dove andremo a finire", si cambia canale e non ci si pensa più..o no? o forse tutte queste notizie stanno cambiando piano piano le nostre abitudini e il nostro stato d'animo?

Io scelgo la seconda opzione: ho notato ultimamente che le notizie di tutto quello che accade di brutto nelle nostre città non vengono rimosso ma condizionano piano piano la mia vita facendomi vedere cose e assumere comportamenti a cui prima nemmeno pensavo. Domenica sera, per esempio, sono andata da Matteo, che abita in un paesino tra le campagne e all'andata mi sono dovuta fermare a fare benzina. Erano le 23, era buio e nel benzinaio c'eravamo io, un ragazzo sui trent'anni che faceva rifornimento alla sua macchina e una prostituta. Beh mi sono ritrovata a scegliere la pompa di benzina più lontana dal ragazzo e più vicina alla prostituta e a pensare "meno male che c'è lei!". Inutile dire che, ultimamente, ho imparato a fare benzina il più velocemente possibile e con il cellulare in mano. Ho notato anche che scelgo sempre i pantaloni per uscire con le amiche e che metto la gonna solo di pomeriggio o quando esco con un gruppo di amici composto da ragazze e ragazzi. Anche Matteo, quando mi accompagna a casa, non si accontenta più di aspettare che io sia entrata nel portone per ripartire ma aspetta finche non gli faccio uno squillo una volta entrata in casa. Ok sarà esagerato ma..non me ne lamento, perchè sapere che qualcuno aspetta per vedere se arrivo a casa sana e salva quando aspetto l'ascensore o salgo le scale buie mi rende piu tranquilla!

Certo, lo stupro delle due ragazze straniere di qualche tempo fa ad opera di tre extracomunitari,dopo aver accettato un passaggio in macchina dalla stazione di Milano Centrale fino al loro alloggio, poteva essere evitato. Non voglio accusare le due giovani, che sono vittime in tutto e per tutto, dico solo che certe cose andrebbero evitate (e si sa ormai) per non incappare in situazioni spiacevoli. Evitare i giardini, le strade isolate (a Milano anche i corsi principali di notte), i luoghi e i quartieri malfamati, non accettare passaggi da sconosciuti e non dar loro confidenza sono ormai delle piccole astuzie, strategie, per evitare di finire nei guai.

Certo è che oggi a queste regole se ne aggiungono delle altre (quanto meno per me e le ragazze che conosco) che sono davvero troppo restrittive come: evitare di vestirsi in modo provocante (dove per provocante non si intende minigonna di pelle e calze a rete, ma una semplice gonna al ginocchio e dei sandali!), evitare di indugiare troppo in un bagno pubblico deserto (mia sorella questo inverno ci ha trovato un uomo che le ha messo una mano sotto la maglietta e che è fuggito solo all'arrivo di un paio di altre signore), evitare di bere troppo (non si sa mai con chi finisci a scherzare o a guardare troppo) e..fino a poco tempo fa, se eri di Genova e avevi dai 12 ai 17 anni, anche di prendere un ascensore!

wing

postato da stellavellutata alle ore 01:10 sabato, 29 luglio 2006

CI PUO' ESSERE STUPRO ANCHE CON I JEANS!

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E' passato un bel po' da quella sentenza bislacca e offensiva, per non dimenticare le idiozie passate e non commetterne di nuove lascio questo messaggio..

postato da stellavellutata alle ore 00:15 venerdì, 28 luglio 2006

La violenza del partner è la prima causa della morte delle donne

Prima del cancro, degli incidenti stradali e della guerra, ad uccidere le donne nel mondo, o a causarne l’invalidità permanente, è la violenza subita dall’uomo. Partner, marito, fidanzato o padre che sia

I dati :è in Europa e nel mondo la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. Basti pensare che in Russia, in un anno, sono morte 13.000, il 75% delle quali (cioè 9.750) uccise dal marito, mentre il conflitto Urss-Afghanistan nell’arco di dieci anni ha mietuto 14.000 vittime

Ma il fenomeno della violenza sulle donne non è certo circoscritto ad alcune realtà disagiate, come quelle dei paesi in via di sviluppo, ma è presente anche in occidente, dove prevale una cultura dalle radici patriarcali. Anche negli Stati Uniti i dati sulla violenza femminile sono molto alti, visto che ogni quattro minuti una donna viene violentata e in Svezia, dove l’emancipazione femminile ha raggiunto i massimi livelli, ogni dieci giorni una donna viene uccisa.

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Non meno importante, però, è la violenza piscologica che sfocia nel ricatto morale e che è estremamente umiliante. Le parole cattive di chi dovrebbe amarci ci convincono che valiamo zero, che non siamo importanti e meritiamo di essere trattate male, anzi dobbiamo già essere grate che il nostro marito o compagno resti a vivere con noi. I dati inoltre sono destinati a essere in realtà molto più alti, poiché molte donne per paura rinunciano ai propri diritti e non denunciano il loro aguzzino, conferendogli ancora più potere di quello che in realtà ha. Le minacce, spesso una terribile come: “se mi denunci me la prendo coi bambini”, legano queste donne ad un inferno fatto di dolore, umiliazione e terrore, dove il proprio padrone ha la possibilità di decidere della loro vita e della loro morte.

Donne: ribellatevi e riprendete in mano il vostro futuro!

 

silenzio